Beni culturali, il centro "Esperia" s'appella a Ministero e Regione BORGIA - II centro studi storici Esperia, attraverso il suo componente Pietro Rijillo, si appella alle orecchie sensibili del ministero ai Beni culturali e a quelle della Presidènza della Regione per focalizzare l'attenzione su beni di rilevanza storica ed archeologica del territorio la cui tutela e valorizzazione - a suo dire - non sembrano interessare molto i dirigenti politici calabresi che non avrebbero provveduto, almeno finora, ad approntare una seria programmazione nel settore, supportata da finanziamenti adeguati e soprattutto affidata a persone di provata competenza che abbiano a cuore le sorti della nostra terra. «Evitato, almeno per il momento, il pericolo della chiusura del museo-antiquarium di Scolacium, che nel mese di novembre è rimasto aperto, sia pure a "singhiozzo" - scrive Rijillo in una nota - molto più ponderosi dovrebbero essere gli sforzi dell'amministrazione pubblica nel settore dell'archeologia in Calabria». Per restare nel territorio di Skylletion-Scolacium, limitandosi al caso più eclatante, Rijillo dice che basti pensare che l'anfiteatro romano del parco archeologico di Borgia, dal cui scavo potrebbero ricavarsi preziosissime informazioni scientifiche ed interessanti reperti, giace coperto sotto qualche metro di terra probabilmente perché, come dichiarato da un autorevole funzionario ministeriale, «se non c'è la possibilità di conservare e restaurare ciò che si scava, meglio lasciare le cose sottoterra». Nel caso di specie va rilevato però che questa tesi non sembra appropriata in quanto gli smottamenti del terreno e soprattutto l'opera di erosione delle acque meteoriche stanno già danneggiando se-riamente parti rilevanti della struttura, danni destinati probabilmente ad aumentare in mancanza di tempestivi interventi. Eppure l'anfiteatro di Scolacium, di considerevoli dimensioni, è l'unico finora attestato in Calabria ed uno dei pochi dell'Italia Meridionale. Nell'antichità gli anfiteatri erano edifici specializzati in cui si svolgevano, in particolare, gli spettacoli più amati dagli antichi romani: i giochi gladiatori e le "venationes" (combattimenti tra animali o tra uomini ed animali). Il suo scavo, pertanto, potrebbe restituire alla collettività un'opera particolarmente importante e suggestiva, incrementando qualitativamente la già ricca dotazione del parco di Scolacium a Borgia, vera attrattiva turistica della provincia di Catanzaro come dimostrano i numeri impressionanti dei visitatori del museo. Non solo per questo strepitoso successo, ma anche e soprattutto per l'inestimabile contributo dato alla cultura calabrese, e non solo, con la "scoperta" di Skylletion-Scolacium, «la nostra comunità - insiste Rijillo del centro Esperia - deve essere molto grata a persone come Emilia Zinzi, Giovanni Gatti, Ermanno Arslan, Elena Lattanti e Roberto Spadea, che con la loro meticolosa attività scientifica hanno contribuito a ricostruire un pezzo della nostra storia. Ma gli sforzi, per quanto lodevoli, degli scienziati non sono più sufficienti a colmare l'ingiustificata superficialità e la precarietà organizzativa, anche a livello ministeriale, con cui si gestisce attualmente una larga parte del patrimonio storico ed archeologico della Calabria, lasciato per comodità, appunto, al fresco: vale a dire "sottoterra"».
Manca una seria programmazione
Riassunto in massimo 200 parole:
Il centro di studi storici Esperia, attraverso il suo componente Pietro Rijillo, si appella al Ministero dei Beni culturali e alla Regione Calabria per focalizzare l'attenzione sulle opere di rilevanza storica e archeologica del territorio calabrese. Rijillo critica l'assenza di una programmazione seria e di finanziamenti adeguati per la tutela e valorizzazione dei beni culturali, nonostante la presenza di persone di provata competenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo