ROMA Si riuniscono Oggi a Firenze gli esponenti di una cinquantina di sezioni di Italia Nostra (che di sezioni in tutto il Paese ne conta 197). Sono i contestatori. Ce l'hanno con il presidente Carlo Ripa di Meana. «Non ci riconosciamo in lui», proclama Margherita Signorini, una delle animatrici della protesta. Lo accusano di rifiutarsi di convocare un congresso straordinario e soprattutto gli rimproverano di aver messo in vendita Villa Astaldi, ai Parioli, sede della rinomata associazione. Ripa di Meana fu eletto presidente il 24 luglio scorso dopo le dimissioni di Desideria Pasolini dall'Onda, una delle fondatrici di Italia Nostra. Il nuovo presidente trovò le casse vuote e un debito che oggi ha raggiunto un milione e 100 mila euro. «Ho dovuto sospendere la pubblicazione del nostro bollettino spiega Ripa di Meana , la tipografia si rifiuta di stamparlo se non saldiamo il passivo accumulato. Da quattro mesi i funzionari non prendono lo stipendio e negli uffici geliamo perché non siamo in grado di pagare il gasolio per il riscaldamento». Gli unici finanziamenti di Italia Nostra, che ci tiene a rimanere fuori dei giochi politici, provengono dagli iscritti, circa 12mila, che versano una quota di 31 euro. Troppo poco per risanare il bilancio. Così Ripa di Meana e il consiglio direttivo hanno deciso di rinunciare a Villa Astaldi, lasciata a Italia Nostra dalla famiglia Astaldi, titolare dell'impresa per la costruzione di grandi opere. Si sono già fatti avanti possibili acquirenti. Prezzo minimo: 12 milioni di euro. Con una cifra simile Ripa di Meana conta di rilanciare l'attività dell'associazione. «Ho molti progetti». Ma i suoi contestatori non ci stanno. «Invece di vendere la villa ritiene la Signorini si poteva fare un piano di risanamento, magari ideare dei progetti e in base ad essi chiedere finanziamenti europei. In ogni caso, la decisione di vendere doveva essere presa col consenso di tutti, nell'ambito di un congresso». Il mondo ovattato e un po' snob di Italia Nostra si ritrova in piena tempesta. E doveva essere l'anno delle celebrazioni, per i 50 anni dell'associazione, fondata nel 1955.
Italia Nostra, presidente contestato: vende la sede per i debiti
A Firenze si sono riuniti gli esponenti di 50 sezioni di Italia Nostra, un'associazione di contestatori. Hanno accusato il presidente Carlo Ripa di Meana di rifiutarsi di convocare un congresso straordinario e di aver messo in vendita la sede della società, Villa Astaldi. Ripa di Meana ha spiegato che le casse sono vuote e ha dovuto sospendere la pubblicazione del bollettino. Gli unici finanziamenti provengono dagli iscritti, ma sono troppo pochi per risanare il bilancio. Il consiglio direttivo ha deciso di vendere la villa per 12 milioni di euro. I contestatori ritengono che si poteva fare un piano di risanamento e chiedere finanziamenti europei.
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