Palazzo Barberini il giorno dopo l'accordo concluso venerdì mattina a Palazzo Chigi dai ministri Antonio Martino (Difesa) e Rocco Buttiglione (Cultura): il circolo ufficiali va via, tra un anno. Al suo posto però restano - in 700 metri quadrati del piano nobile del Palazzo - il ministro della Difesa e i vertici delle forze armate: «per funzioni di alta rappresentanza». Dopo le proteste dì Italia Nostra - che ha parlato di «Accordo beffa» - dell'ex ministro Giovanna Melandri e di Vittorio Emiliani (ai militari restano anche la Sala del Trono e il giardino pensile con il ponte di accesso progettato dal Bernini), ieri il commento, lapidario, del sindaco Walter Veltroni: «Io avevo siglato un accordo, e questo non è certo l'accordo che avevo fatto io». Non stupisce che per Veltroni si tratti di un provvedimento «insufficiente». All'attuale sindaco, che prima dell'estate manifestò preoccupazione per le voci che circolavano su una revisione del «suo» protocollo («Stia tranquillo Veltroni e stiano tranquilli i romani - rispose Buttiglione - Palazzo Barberini tornerà ad uso esclusivo della città»), non può infatti piacere l'attuale documento siglato da Buttiglione e Martino, il cui testo comunque, più volte sollecitato, non è stato ancora diffuso alla stampa. Conferme che i 700 metri quadrati appartengano tutti al piano nobile sono comunque arrivate dal direttore regionale del ministero per i Beni Culturali, Luciano Marchetti, e dal soprintendente al Polo Museale romano Claudio Strinati. Nel 1997 il protocollo Veltroni-Andreatta (all'epoca ministri per la Cultura e per la Difesa nel governo di centrosinistra) prevedeva che, dopo mezzo secolo dì braccio di ferro, i militari lasciassero tutti gli ambienti alla Galleria nazionale d'arte antica in cambio dell'attigua Palazzina Savorgnan, restaurata a carico del Mibac con fondi del Lotto. A quel patto furono poi aggiunte, su richiesta dei militari, le ex Scuderie Barberini (per le quali si è reso necessario un cambio di destinazione d'uso concesso dal Comune), la costruzione di un collegamento coperto tra la sede del ministero della Difesa di via XX settembre e la palazzina Savorgnan, più l'uso di alcune sale monumentali per «alta rappresentanza», concesse però per 50 giorni l'anno. Ora questa nuova integrazione, che prolunga la coabitazione tra il futuro museo e le Forze armate.
Veltroni: Palazzo Barberini, accordo insufficiente
Il Palazzo Barberini, sede della Galleria nazionale d'arte antica, sarà via via occupata dai militari. Il ministro della Difesa Antonio Martino e i vertici delle forze armate avranno il permesso di utilizzare i 700 metri quadrati del piano nobile del Palazzo per funzioni di alta rappresentanza. Il protocollo firmato ieri dai ministri Martino e Rocco Buttiglione prevede che i militari possano utilizzare la Sala del Trono e il giardino pensile con il ponte di accesso progettato dal Bernini. Il sindaco Walter Veltroni ha espresso preoccupazione per il provvedimento, che considera insufficiente.
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