Il David di Michelangelo, l'originale custodito a Firenze nella Galleria dell'Accademia, si potrà salvare grazie al-ì'hi-tech in caso di scosse si-smiche. Tecniche d'isolamento d'avanguardia, già applicate in Italia in diversi ponti ed edifici, sono a disposizione dei beni culturali. La statua è a rischio per le caviglie lesionate, la postura e il peso notevole (5,7 tonnellate): avrebbe poche probabilità di resistere a terremoti anche modesti. Sta partendo uno studio per accertare qual i fra le nuove tecnologie antisismiche sono più adatte a difendere il capolavoro creato 506 anni fa quando Michelangelo aveva 26 anni. Per mitigare gli effetti di un terremoto esiste oggi una nutrita serie di dispositivi: dai cilindri in gomma (o di acciaio che durano di più) capaci di isolare dal sisma un edificio o una statua, ai damper che dissipano l'energia sismica trasformandola in calore. Dagli shock transmitter che operano come la cintura di sicurezza nell'auto ai sistemi in leghe a memoria di forma. Per sviluppare una proposta adeguata l'Enea, l'università di Perugia e la Alga di Milano (che ha realizzato i sistemi di isolamento dei Bronzi di Riace, della statua di Germanico al museo di Perugia e del Satiro Danzante di Mazara del Vallo) hanno predisposto un protocollo d'intesa e costituito un comitato tecnico. Tra le prove previste, quelle sulla tavola vibrante della Casaccia. Due modelli del David isolati sismicamente uno in scala al 50 e l'altro in grandezza naturale, subiranno sollecitazioni molto superiori a quelle provocate dai sismi prevedibili a Firenze. Il progetto terrà conto degli studi sulla stabilità del David della Sovrintendenza del Polo Museale Fiorentino in collaborazione con l'Università di Perugia, i cui risultati sono stati ap-penapresentati. In Italia esistono importanti esempi di capolavori protetti con sistemi antisismici: oltre a quelli ricordati, gli interventi sulle statue di Scilla e Nettuno a Messina che utilizzano dissipatori in leghe a memoria di forma e appoggi a scorrimento. Per difendere chiese e palazzi storici, l'intervento radicale è l'isolamento sismico in sottofondazione: si lascia intatta la struttura in muratura e sotto l'edifìcio si costruisce con il cemento armato una nuova fondazione su cui applicare gli isolatori. L'intervento è già previsto per la chiesa di San Giovanni Battista ad Apagni in provincia di Perugia e Santa Croce a Nocera Umbra: contengono affreschi di scuola giottesca e hanno già subito danni dai recenti terremoti. Esperti italiani hanno progettato la protezione sismica del museo di Teheran e una copertura isolata, dotata di dispositivi made in Italy, è stata applicata a un sito archeologico nell'isola di Santorini.
Il David diventa banco di prova delle nuove tecnologie antisismiche
Il David di Michelangelo, custodito a Firenze, potrebbe essere salvato grazie a tecnologie antisismiche avanzate. La statua è a rischio per le caviglie lesionate, la postura e il peso notevole. Uno studio è in corso per accertare quali tecnologie sono più adatte a difendere il capolavoro. Esistono diverse opzioni, tra cui cilindri in gomma, damper e sistemi in leghe a memoria di forma. L'Enea, l'università di Perugia e la Alga di Milano stanno lavorando insieme per sviluppare una proposta adeguata. I modelli del David isolati sismicamente saranno sottoposti a prove sollecitanti.
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