Flavio Caroli, responsabile scientifico per le attività espositive di Palazzo Reale: a Milano impazza la cultura o è solo un fatto episodico confinato alle festività? Non si tratta di certo di un fatto episodico. Ma la riprova che le mostre di qualità e attrattiva a Milano funzionano. Eccome. Quale allora la ricetta «vincente»? Unire l'attrattiva alla comunicazione. E arrivare all'anima della gente. La mostra su Modigliani ha già richiamato 70mila visitatori. Una mostra per funzionare deve travalicare i suoi limiti storici. Per veicolare un messaggio più profondo. Di umanità. La mostra su Modigliani coglie la formazione di un intero secolo. Milano quindi può reggere il confronto con l'offerta culturale delle altre capitali europee? Palazzo Reale ha sicuramente la vocazione a proporsi come l'equivalente milanese della Royal Accademy londinese. Anche se non siamo ancora allo stesso livello. Nessun punto debole allora? Forse se un punto debole c'è va individuato senza dubbio nei musei statali. Le istituzioni culturali minori lamentano spesso la mancanza di fondi per la cultura. Fondi che vanno «solo» alle grandi istituzioni. Deve esserci, invece, maggiore equilibrio tra grandi e piccole realtà. L'assenza più vistosa nel panorama culturale milanese? Senza dubbio, una galleria di arte contemporanea. Lacuna alla quale il Pac non riesce a supplire.