Il debito pubblico è troppo alto? Rende quasi inutilizzabile la leva del bilancio per la politica economica? Si può consolidarlo. L'Italia l'ha già fatto. E non parliamo della conversione della rendita nel lontano 1906. Ma di un evento molto più recente: l'ingresso nell'euro. Qualunque studente di matematica finanziaria può, con una banale formuletta, calcolare l'equivalenza tra abbattimento della spesa pubblica per interessi e riduzione del debito. Il risparmio sulla prima, ottenuto grazie alla credibilità guadagnata con la fusione della lira nell'euro, vale una conversione del debito pari almeno al 40 del Pil. Certo, non è proprio la stessa cosa. Né sui flussi: il risparmio è stato graduale e un po' proseguirà negli anni futuri man mano che scadranno titoli a cedola alta, limitando le conseguenze del rialzo dei tassi. Né sugli stock: la massa da gestire rimane enorme e pesa sull'immagine del Paese. Ma il bilancio si è notevolmente alleggerito. P eccato che, come già scritto su questo giornale, il dividendo di Maastricht sia stato dilapidato in maggior spesa corrente negli ultimi cinque anni. Lo stesso è accaduto con i frutti delle privatizzazioni- abbiamo ridimensionato il debito che intanto veniva creato con il nuovo fabbisogno, sempre più alto del deficit che conta per il formale rispetto dei parametri europei. Questa è la fine che faranno anche gli eventuali introiti ottenuti con la creazione della superholding in cui far confluire l'attivo del patrimonio pubblico. Brillante idea, hanno commentato i banchieri d'affari, sempre affamati di commissioni... Peccato che non sono disposti a metterci neanche un cent. Perché di attività buone ce ne sono poche, e sempre le solite (Enel, Eni). Il resto non rende. Allora chi acquisterà le quote della superholding? Il sospetto è che saranno i soliti risparmiatori già gabbati con Cirio e Parmalat. Magari con una parte di quei soldi liberati attraverso i mutui sugli immobili posseduti da persone over 65. Cosi, dopo esserci "mangiati" il patrimonio pubblico, bruceremo una fetta di quello dei privati. Tanto la legge per la tutela del risparmio non è stata varata.