Ogni sabato via alle visite guidate nei cantieri del Real Albergo dei Poveri Per la prima volta, fatta eccezione per alcune brevi "toccate e fughe" durante il Maggio dei Monumenti, il Real Albergo dei Poveri apre le porte e svela le sue meraviglie a tutti i cittadini partenopei e non solo. Infatti da oggi, e per ogni sabato, chiunque sia interessato (per prenotazioni il numero è 081-563606270) avrà la possibilità di visitare i cantieri di questa affascinante struttura, i cui lavori di consolidamento, conservazione e riconfigurazione sono partiti nel 2001, attraverso un percorso suggestivo, lungo quasi un chilometro, che si muove su diversi piani temporali. Si parte dallo scalone e dall'atrio monumentale, dove si viene accolti da due gigantografie dedicate a Ferdinando Fuga, l'architetto fiorentino che fu chiamato da Carlo III di Borbone a elaborare il progetto, per poi passare alla Corte centrale, ai gruppi di scale, ai confessionali, alla cappella ed ai sotterranei, senza dimenticare alcune delle 430 imponenti stanze, come quella dell'ex dormitorio, larga 40 metri e alta 8, ed i corridoi, che si sviluppano per ben 9 chilometri. I primi ad avere un "assaggio" di questa passeggiata inaugurale «ammantata da un tocco di incanto», sono stati ieri mattina il sindaco Rosa Russo Iervolino, il vicesindaco Rocco Papa [insieme nella foto) ed Enrico Cardillo, assessore alle Risorse strategiche: «Dopo 25 anni, cioè dopo il terremoto dell'80, questa costruzione viene restituita ai cittadini - ha sottolineato Papa - Siamo partiti nel 2001 con la messa in sicurezza e la bonifica degli edifici che avevano tantissimi problemi, nonostante la grandiosità della struttura. Questo però solo dopo averli liberati da una serie di attività abusive, che andavano dai garage ai cantieri per le barche, una fase che ha rappresentato una vera e propria battaglia». Una battaglia che però oggi risulta vinta, visto che all'interno di questi 100mila metri quadri troveranno spazio svariati progetti ed attività, tra i quali spicca la "Città dei Giovani", un progetto destinato proprio ai ragazzi, "simbolo del futuro", «affinché possano sviluppare ed esprimere tutte le loro potenzialità attraverso la migliore formazione possibile» come ha ricordato il sindaco. «Con questi progetti - evidenzia -si recupera un'opera eccezionale in Italia ed in Europa, che non sarà solo bella ma anche utilissima, visto che qui i giovani potranno usufruire di numerose occasioni di studio, avviamento al lavoro, sport ed accoglienza ed anche dei servizi comunali e provinciali a loro dedicati». E vincente è risultata anche la scelta di «volere che gli edifici rimanessero proprietà del Comune e quindi dei cittadini, per i quali il Real Albergo dei Poveri rappresenta un irrinunciabile patrimonio». Una scommessa da 39 milioni di euro, derivanti dall'emissione di Boc nel 2004, cui si aggiungono i 51 milioni attualmente impegnati. Un'operazione curata nei minimi particolari, per non tradire le radici storiche ed artistiche di «questo paziente vecchio di secoli», (si pensi che i toni del colore sono stati scelti dopo attenti studi dal compianto architetto Giancarlo Alisio, scomparso pochi giorni fa), realizzata attraverso tecniche di riqualificazione ed interventi ecosostenibili, perché «le risorse vanno utilizzate in maniera consapevole, per consegnarle anche alle future generazioni», come ricorda Giuliana di Fiore, assessore provinciale all'Ambiente.