Difesa e Beni culturali siglano l'accordo per il trasloco del Circolo ufficiali ROMA. Dopo quasi mezzo secolo Palazzo Barberini dismette i panni di sede del Circolo ufficiali per tornare all'arte. È il risultato dell'accordo tra ì ministeri della Difesa e dei Beni culturali, che diventerà operativo entro ottobre dell'anno prossimo. «Siamo riusciti a restituire alla città di Roma ha detto il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttinone uno degli spazi museali più affascinanti di tutto il mondo. Palazzo Barberini recupera la sua fondamentale funzione museale e contiamo di aprirlo al pubblico rinnovato e ampliato, con parte delle collezioni che ades-' so sono negli scantinati, per l'ottobre 2006». Il recupero di questo immobile storico della Capitale alla sua vocazione originaria di luogo d'arte e cultura è stato fortemente sostenuto da ambienti intellettuali vicini alla destra. Anche sulle pagine del "Secolo", in un dettagliato articolo a firma dell'architetto Ettore Gentili, si chiedeva di "Restituire Palazzo Barberini all'arte per far avere a Roma il suo Louvre". «Le collezioni di pittura e scultura che vanno dal secolo XII al XVIII scriveva Gentili non hanno nella Capitale nazionale un'adeguata e prestigiosa sede che possa essere paragonata al Louvre di Parigi 0 alla National gallery di Londra». A causa di questa carenza molti capolavori italiani sono rimasti per decenni accatastati negli cantinati del ministero dei Beni culturali. Si tratta di opere di enorme valore storico e artistico di autori del calibro di Pietro da Cortona, Tintoretto, Bernini. Grazie al protocollo, siglato ieri da Buttiglione e dal ministro della Difesa Antonio Martino, finalmente potranno essere restituite al pubblico italiano e straniero e presentate in una cornice che non solo è adatta a valorizzarne il prestigio, ma che già di per sé rappresenta un pezzo importante del nostro patrimonio artistico e architettonico. «Il palazzo seicentesco, che fu una vera e propria reggia spiega ancora Gentili nell'articolo del 4 ottobre rappresenta il maggior capolavoro dell'architettura residenziale del barocco ro-mano e raccoglie tutte le migliori caratteristiche per la nascita di un polo espositivo di grande valore turistico e culturale». II ministero della Difesa, comunque, non abbandonerà completamente Palazzo Barberini. All'interno dello stabile rimarranno infatti gli uffici dedicati alle funzioni di alta rappresentanza del ministro e dei vertici delle forze armate, ma lo spazio occupato sarà di 700 metri quadrati. Il Circolo ufficiali, invece, sarà trasferito nella vicina palazzina liberty Savorgnan di Brazzà, che il ministero Beni culturali ha già provveduto a far rimodernare.