E' stata già costituita. Sarà a fianco dell'ente morale «Camillo D' Errico» Si è costituita nei giorni scorsi a Palazzo, una nuova associazione denominata A.P.PI. (Amici Pensionati pro Pinacoteca). L associazione, che ha già redatto il suo statuto, ha infatti, tra le sue finalità, lo scopo di costituire un valido supporto, gratuito e volontario, all'«Ente Morale Pinacoteca e Biblioteca Camillo d'Errico» per la gestione della Pinacoteca. Tale supporto si concretizzerà, fra l'altro, si legge nel documento elaborato, nell'assicurare l'apertura e le visite guidate alla Pinacoteca nei giorni in cui l 'Ente non vi potrà provvedere con proprio personale. L 'associazione ha come finalità l'offerta gratuita di servizi alla collettività per divulgare positivamente l'immagine di Palazzo San Gervasio e dei suoi beni culturali. L 'associazione che ha durata illimitata nel tempo, ha tra i soci fondatori Carogioiello Salvatore, Cimarosa Michele, De Sario Vito, Festino Domenico Guma Antonio, Olivieri Francesco, Perone Orazio e Savoia Giuseppe. Per il primo mandato biennale, sono stati eletti, ai sensi dell'art. 6 dello Statuto, Perone Orazio, presidente, Cimarosa Michele, vice-presidente, Carogioiello Salvatore, segretario e Olivieri Francesco, tesoriere. La neonata associazione che ha fatto della suggestiva «Natura morta con Colomba"del Maestro di Palazzo San Gervasio, il suo logo, contempla nel suo statuto anche un proprio motto, «Pro Ceteris», affermazione latina che farà da riferimento alle iniziative e alle finalità che si intraprenderanno non appena nella cittadina di Camillo d'Errico si riaprirà il portone dello storico palazzo, sede della prestigiosa collezione artistica, nel centralissimo Corso Manfredi, per ammirare ancora una volta opere di rilevante valore artistico, del XVII e XVIII secolo di artisti come Paolo Finoglio, Andrea Vaccaro, Domenico Gargiulo, Nicola Vaccaro, Oronzo Tiso, Gaetano Martoriello, Domenico Gargiulo, Domenico Brandi nonché l'enigmatico Maestro di Palazzo San Gervasio con la sua «Natura morta con colomba», oltre ad una preziosa sezione di opere ottocentesche costituite dei ritratti di Raffaele Barbieri e Giacomo Di Chirico.