Buone notizie per i 450 dipendenti di Ales spa, società che gestisce servizi fondamentali per la manutenzione e la gestione di siti archeologici e biblioteche in Campania. E buone notizie anche i gestori dei detti siti, che di questi lavoratori indispensabili potevano trovarsi a fare a meno. Rischiavano il licenziamento il 7 dicembre. La minaccia, più che concreta, è rientrata all'ultimo secondo. L'amministratore delegato Bruno Esposito ha comunicato formalmente ai sindacati di avere revocato «la procedura ex legge 22391, vista la nota del 23 novembre 2005 del Ministero per i beni e le attività culturali». La nota che salva i posti di lavoro di Ales, società a capitale pubblico (il discorso non è chiuso per i lavoratori delle altre società a capitale privato) è un impegno più che formale del ministero. Saranno stipulati «entro il corrente anno», si legge, «uno o più atti convenzionali che decorreranno dal primo gennaio 2006 al fine di assicurare la continuità lavorativa al personale attualmente impegnato». I contratti, dunque, ancora non ci sono. Ma Ales, dice l'Ad Bruno Esposito, ha preso molto sul serio il formale impegno del governo che, tra l'altro, dice anche di avere la copertura finanziaria. «Vorrei anche aggiungere - dice - che ora ci sarà una riorganizzazione delle forze per permettere di far fruttare al meglio il contributo di tutti i lavoratori». Ovviamente soddisfatti i sindacati. Il responsabile provinciale della Uil, Peppe Pinto dice che ora, per i lavoratori Ales inizia un periodo di maggiore stabilità con l'obiettivo finale della stabilizzazione. «Ad altri 450 lavoratori, di società a capitale privato, resta l'ombrello della clausola sociale. Chi vincerà l'appalto per i servizi nei siti d'arte dovrà impiegarli».