Saranno presenti aziende del settore del restauro VENEZIA - La relazione tra pubblico e privato come via per una reciproca attribuzione del valore. A questo punta l'edizione di quest'anno del Salone dei Beni e delle Attività culturali, in programma dal 2 al 4 dicembre al Terminal Passeggeri di Venezia. «Non è più attuale il mecenatismo - dice Maurizio Cecconi, direttore del Salone - la questione è un'altra: l'identificazione di un ruolo nuovo del privato nella cultura. Non più uno sponsor, ma un partner che agisce come attore protagonista. La figura dell'imprenditore che guadagna con altre attività il denaro che poi investe in cultura è ormai poco interessante. È invece sempre più centrale il ruolo di chi fa impresa operando sulla valorizzazione dei beni culturali. Oggi dobbiamo passare dal mecenatismo all'impresa, dall'erogazione liberale all'investimento di know how». Ed è questo - secondo Cecconi - il valore aggiunto del Salone dei Beni Culturali. «Da un lato c'è una presenza importante di aziende private tra gli espositori (dal restauro alle audioguide, passando per i tour), dall'altro abbiamo immaginato momenti di incontro concreto e costruttivo tra istituzioni e imprese». Un esempio è "Restaura", il nuovo evento in seno al Salone pensato in collaborazione con il Distretto Veneto dei Beni Culturali e con la partecipazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tra gli espositori ci saranno aziende leader del settore, specializzate nella produzione, vendita e assistenza di apparecchiature, materiali o tecniche specifiche. «Restaura è un'occasione fondamentale per costruire un rapporto concreto tra istituzioni e imprese - annuncia con convinzione Letizia Caselli, responsabile scientifica del Distretto veneto dei Beni Culturali - Attualmente il comparto, nella nostra regione, è rappresentato da oltre 900 aziende che occupano circa 4.200 persone e realizzano un giro d'affari di oltre 1 miliardo. Il nostro obiettivo è collegare questo mondo che lavora, che produce, che fa innovazione alle esigenze, spesso molto teoriche, del pubblico e del contesto accademico». Non basta dichiarare l'importanza di fare sistema, «è necessario collaborare ora, per realizzarlo nei fatti - conclude la Caselli - Il settore del restauro ha potenzialità straordinarie e nella nostra regione può contare su picchi di grande qualità. Non stiamo parlando solo di artigiani dalla manualità inimitabile, ma anche di laboratori ad alta tecnologia che lavorano sui templi di Luxor in Egitto o sulla città segreta a Pechino».