Il ministro Matteoli conferma per sei mesi l'ex sindaco di Capoliveri indagato per gli scandali edilizi dell'isola. È il bis del porto di Livorno Livorno Che fossero intenzionati a tirare dritto, una volta lo scrivevano perfino sui muri. Pochi, però, avrebbero immaginato che il governo, e in questo caso il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, luogotenente di Fini e plenipotenziario di An in Toscana, arrivasse a prorogare di altri sei mesi l'incarico di Ruggero Barbetti come commissario del Parco nazionale dell'arcipelago. Per il semplice particolare che l'uomo, militante di An e per lunghi anni sindaco del comune elbano di Capoliveri, è coinvolto nell'inchiesta del sostituto procuratore di Livorno Massimo Mannucci sulle «Residenze di presidio ambientale » diCapoliveri tanto come ex sindaco, quanto come familiare di due proprietari di lotti di terreni poi edificati e perfino come titolare di una concessione per un residence. È indagato insomma, ma tutto questo non ha determinato alcun ripensamento Matteoli in lui deve avere una fiducia davvero cieca se ha deciso di dargli ancora sei mesi, dunque fino al giugno prossimo, i galloni di commissario di un Ente parco che, dopo la scadenza del suo presidente Giuseppe Tanelli avvenuta nel 2002, è stato governato da Roma a colpi di decreti di commissariamento, esattamente come l'Autorità portuale di Livorno. Le analogie, fra i due casi, si sprecano davvero, considerando che in entrambe le vicende il governo ha deciso di fare da sé ignorando i doveri di concertare le designazioni dei presidenti con la Regione Toscana. Ma all'Elba l'episodio dell'indagine giudiziaria, arrivato proprio in questi giorni, si aggiunge anche ad un pronunciamento della Corte costituzionale, avvenuto nel gennaio del 2004. Una bacchettata in piena regola, giunta sulle dita di Matteoli proprio a seguito del ricorso della Regione Toscana, che aveva lamentato l'assenza di qualunque consultazione preventiva sulla nomina del nuovo vertice del Parco dell'arcipelago. A settembre 2002 c'era stato l'addio di Tanelli eMatteoli, seguendo il principio secondo il quale «ci hanno votato e abbiamo il diritto di governare», aveva compiuto l'investitura su Barbetti, ignorando quei fastidiosi orpelli chiamati leggi, almeno leggendo ciò che scrivono i giudici costituzionali. Tutto ciò avveniva a gennaio 2004. Nel giorno in cui Fabio Mussi, vicepresidente della Camera, commentando la sentenza, fece divertire mezza Italia ricordando "l'effetto comico, nel nostro caso, di un capo degli antiparco che diventa presidente del Parco. Come nominare Attila assessore ai giardini". Eppure, davanti alla bocciatura della Corte, Matteoli si è limitato a far nascere un interregno caratterizzato dalla guida del dottor Cosentino, dirigente del Ministero, per poi tornare fedele a Barbetti. Esattamente come adesso. Tanti auguri, Parco dell'arcipelago. NUMER
LE MANI SUL PARCO. An insiste, al Parco dell'Elba serve un commissario abusivo
Il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli ha prorogato di sei mesi l'incarico di Ruggero Barbetti come commissario del Parco nazionale dell'arcipelago dell'Elba. Barbetti, ex sindaco di Capoliveri, è indagato per gli scandali edilizi dell'isola e per le sue attività come proprietario di lotti di terreni edificati. La decisione di Matteoli è stata criticata dalla Regione Toscana e dalla Corte costituzionale, che aveva già condannato la nomina di Barbetti nel 2004. La sentenza della Corte costituzionale aveva richiesto una consultazione preventiva con la Regione Toscana prima di nominare il nuovo presidente del Parco.
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