Claudio Strinati: «Bel risultato. Riconquistiamo anche il salone affrescato da Pietro da Cortona» Raggiunto l'accordo tra i ministeri della Difesa e dei Beni Culturali. Il circolo ufficiali conserverà solo un'area di rappresentanza È LA VITTORIA più trasversale a favore del Bel Paese, l'avvenimento che fa contenti il sindaco di Roma Veltroni e il ministro per i Beni Culturali Buttiglione. Dunque dopo cinquant'anni il Circolo Ufficiali fa un bel passo indietro da Palazzo Barberini, che riacquista 3 mila metri quadrati per la Galleria Nazionale di Arte Antica. A siglare l'accordo, ieri, a Palazzo Chigi, Buttiglione e il suo collega al dicastero della Difesa, Antonio Martino. L'intesa prevede che entro l'ottobre 2006 torneranno alla disponibilità del museo 2.900 metri quadrati. Alla Difesa ne restano 700, serviranno per l'alta rappresentanza del ministero e dei vertici delle forze armate. Il Circolo Ufficiali traslocherà nel vicino palazzo Savorgnan di Brazzà, dov'era un laboratorio di restauro. Ci sono voluti almeno quattro ministri del Collegio Romano e anni di polemiche per raggiungere il risultato. Veltroni nel 1997 firmò un procollo d'intesa con in quale il ministro Andreatta si impegnava a spostare il Circolo Ufficiali dopo il restauro di palazzo Savorgnan. Lavori che cominciarono subito, ha ricordato recentemente il sindaco di Roma, così come quelli per Palazzo Barberini: con i 24 miliardi di lire messi a disposizione da Lottomatica grazie ai proventi del gioco del lotto. Fu poi la volta di Giovanna Melandri di pressare l'esecuzione del restauro. Nel 2005 un nuovo ostacolo, ricorda lo storico dell'arte Salvatore Settis, protagonista del j'accuse contro la cosiddetta legge Patrimonio Spa, varata dal governo Berlusconi, che permette la vendita di edifici storici e monumentali: «Martino scrisse al ministro Urbani per contestare l'accordo del '97, in quanto stipulato da un orientamento politico di principio non favorevole alle Forze Armate». Per la Galleria d'Arte Antica tornano a battersi l'ex ministro Veltroni e la Melandri. Così come il sovrintendente della raccolta, Claudio Strinati, ora a capo del polo museale romano. Che ora commenta: «Bel risultato, anche se quei 700 metri quadrati alla Difesa l'appannano un bel po'. Da uno a dieci, diciamo che sono contento otto. Per fortuna però rientriamo in possesso del salone affrescato da Pietro da Cortona, il più prestigioso, a completare l'area che comprende anche la sala ovale». Ma che cosa significa in pratica per la grande raccolta d'arte seicentesca quello spazio strappato in anni di battaglie? «Significa - spiega Strinati - poter esporre opere del Seicento, i Baratta, i Baciccio, i Brandi, ora in deposito. Significa riorganizzare l'allestimento dell'intera galleria, dando lustro ai capolavori che possiede. Significa esaltare, in questo edificio seicentesco, opere del Seicento, perché la collezione spazia da Caravaggio all'inizio del XVIII secolo. Significa avere ambienti per organizzare mostre a tema». Sarà possibile anche l'operazione appena attuata alla Galleria Borghese, trasformare in quadreria aperta al pubblico i depositi. «Come nella Borghese si trovano nel lucernario - spiega Strinati - Uno spazio che può diventare di grande suggestione». E, una volta tanto, problemi di budget non ce ne sono. «Ancora disponiamo dei fondi di Lottomatica, il completamento del restauro può coincidere con il totale restyling della raccolta». La fine del prossimo anno la data del debutto della nuova Galleria d'Arte Antica. Buttiglione, anzi, preme per un anticipo. «Da ottobre 2006 riapriremo al pubblico un museo completamente rinnovato e ampliato, che ci consentirà di esporre collezioni d'arte fin qui relegate nel cantuccio». Arricciano invece il naso Giovanna Melandri e Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza: l'ex ministro diessino parla di «buonuscita esosa, che lascia alla Difesa spazi preziosi». Emiliani ricorda che il Circolo Ufficiali usa le sale di «alta rappresentanza per battesimi e matrimoni dei gradi elevati della Difesa. Dovevano per forza rimanere nel cuore della Galleria Nazionale di arte Antica?»
Il museo si riprende Palazzo Barberini
Il Circolo Ufficiali, un edificio storico a Palazzo Barberini, rientra in possesso di 3.000 metri quadrati della Galleria Nazionale di Arte Antica. L'accordo tra i ministeri della Difesa e dei Beni Culturali prevede che il Circolo Ufficiali trasferirà il suo ufficio nella vicina palazzo Savorgnan di Brazzà, mentre la Galleria Nazionale di Arte Antica riacquisterà lo spazio. Il Circolo Ufficiali aveva occupato lo spazio per cinquant'anni, causando polemiche e l'uso di fondi per il restauro. Il ministro per i Beni Culturali, Buttiglione, e il ministro della Difesa, Martino, hanno firmato l'accordo.
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