Fra i tanti "dispersi" della guerra tecnologica c'è sicuramente l'e-Book, in sostanza il libro distribuito in formato elettronico, via Internet manco a dirlo, e fruibile con software che ottimizzano la visualizzazione dei caratteri sugli schermi di un normale portatile (meglio ancora, sui nuovissimi Tablet PC, appositi apparecchi molto simili ad un pda (l'agenda elettronica). Solo un paio d'anni fa il destino degli ebook appariva radioso, erano in molti a giurare che avrebbero rappresentato per l'editoria quello che gli mp3 stavano diventando per l'industria discografica (e cioè un disastro, almeno dal punto di vista dei manager delle multinazionali della musica e per i conti in banca delle rock-star). Non è andata così per varie ragioni: intanto per il millenario fascino del supporto destinato alla pensione (la carta) e poi per le ultragiustificate preoccupazioni degli editori sul tema della tutela del copyright. Ma, come per altre tecnologie informatiche, anche per gli eBook il destino è tutt'altro che segnato. A rilanciarli ci pensa in Italia un'iniziativa lanciata qualche settimana fa dalia Microsoft e dalla Fiera internazionale del Libro di Torino e battezzata, tanto per non esagerare in originalità,"Progetto ebook". Sul sito della fiera (www.365giorni.fieralibro.net) sarà infatti possibile consultare quello che viene presentato come "il più ampio catalogo (4mila titoli) mai realizzato di libri elettronici pubblicati da editori di tutto il mondo". Agli addetti ai lavori sarà inoltre dedicata una serie di corsi di formazione e garantita una puntuale assistenza tecnica. Il coinvolgimento diretto dalla Microsoft si spiega col fatto che il colosso mondiale del software è stato tra i primi a credere negli eBook mettendo a punto un programma che si chiama Microsoft Reader ed una serie di strumenti che tutelano i diritti di divulgazione e riproduzione online. I promotori dell'iniziativa, memori degli eccessi d'entusiasmo degli anni scorsi, sottolineano che il libro elettronico non ha propositi bellicosi: vuole affiancare la carta, offrendo contemporaneamente risposte ai problemi di sempre degli editori ed in particolare a quelli dei costì di magazzino e di commercializzazione. Dopotutto, spiegano, l'importante è garantire la diffusione della cultura: quella del supporto dovrebbe essere una questione secondaria.