LANZA (SAN CARLO): FONDAZIONI TEATRI DICHIARINO I CONTI VERI Milano, 2 dic. (Apcom) - "Il Ministero per i Beni culturali e architettonici sa perfettamente quali sono le conseguenze dei tagli al Fondo unico per lo spettacolo. Le perdite delle Fondazioni per 31 milioni di euro nel 2004, e c'è da attendersi altrettanto nel 2005, indicano il costante ricorso al patrimonio per ripianare i deficit d'esercizio". E' quanto sottolinea, in un'intervista a 'IlSole24Ore.com' il sovrintendente della Fondazione del Teatro San Carlo di Napoli Gioacchino Lanza Tomasi. "Il direttore generale dello Spettacolo dal Vivo (del ministero dei Beni Culturali, ndr) assicurò l'intenzione del Governo - riferisce Lanza - di riportare il Fus 2005 al livello di 506 milioni. La finanziaria ha fatto il contrario. Tutte le Fondazioni si troveranno in difficoltà e dovranno contrarre l'attività". "Propongo - continua - una riforma del sistema industriale basato innanzitutto su una ricognizione dei teatri d'opera europei. Le informazioni divulgate sono parziali e tendono a conservare un sistema basato sulla menzogna. Se non raccoglieremo informazioni attendibili sul costo del lavoro, sul costo delle scritture individuato in tutte le voci, comprensive del trattamento fiscale in Italia particolarmente sfavorevole, se altrettanto non faremo sui costi degli allestimenti continueremo ad essere un sistema provinciale atipico, a gestione politica, con un Parlamento a cui vengono forniti dati parziali e privi di obiettività tanto da parte delle Fondazioni che del Ministero vigilante". "I dati forniti recentemente dalla Scala - attacca - ne sono un esempio lampante. Essi indicano soltanto che i grandi teatri europei costano mediamente di più, ma manca ogni raffronto sulla gestione della spesa, primo fa tutti il rapporto prodotto costo dipendente presente in ogni valutazione industriale. Come in ogni piano di risanamento occorre prima l'analisi e poi ilpiano industriale. Ma da noi si continua a procedere senza analisi e con piani industriali basati su dati strumentali, che mantengono sostanzialmente lo statu quo". "L'identità culturale della musica italiana - sottolinea infine - perde colpi da almeno 13 anni. Le orchestre e cori della Rai che ne erano assieme ai teatri l'altra struttura portante sono state chiuse nel 1992. Il provvedimento contro le Fondazioni lirico sinfoniche renderebbe ancor più marginale la presenza italiana nel contesto europeo".