In una conferenza stampa «clandestina» annunciato l'accordo fra i ministri Buttiglione E Martino per la restituzione al museo d'arte antica delle sale occupate dalla Difesa NELL'ACCORDO ricontrattato resta ai militari la sala del trono. Di 3600 mq attuali ne saranno restituiti solo 2900. I Beni culturali rischiano di dover pagare penale alle imprese Emiliani: l'alta rappresentanza sono feste matrimoni e banchetti ED IL VOLENTEROSO Walter Guarracino non ha potuto dargli il testo del nuovo protocollo. A me intanto il portavoce del Ministro dice: «Il testo definitivo non l'ho visto neanch'io, ma il Ministro doveva partire, e voleva annunciare quello che consideriamo un grosso successo» I termini del nuovo accordo, firmato da Rocco Buttiglione e da Antonio Martino, prevedono: 1)Il completamento entro maggio 2006 dei restauri della palazzina Brazzà di Savorgnan, situata all'interno dei giardini di Palazzo Barberini, dove, "non oltre il 31 ottobre dello stesso anno", traslocherà il Circolo Ufficiali; 2)Variando quanto disponeva l'accordo Veltroni-Andreatta, e cioè la possibilità d'uso da parte del Circolo Ufficiali di alcune sale di Palazzo Barberini, dandone congruo preavviso e per non più di 50 giorni all'anno, rimangono in uso permanente del Circolo "alcune sale" tra quelle attualmente detenute dai militari. Guarracino non è in grado di precisare quali, ma fornisce le cifre in metri quadrati: dei 3600 mq occupati a tutt'oggi dal Circolo Ufficiali ne saranno restituiti al Museo 2900. Gli altri 700, che resteranno in possesso del Circolo, (e per i quali sarà pagato un affitto, cosa che non avviene più dai primi Anni Cinquanta), saranno destinati allo svolgimento di «funzioni di alta rappresentanza del Ministro e dei vertici delle Forze Armate».Comeè noto, nel dicembre del 2003 il Ministro della Difesa aveva indirizzato all' allora Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani una lettera in cui chiedeva la radicale revisione dell'accordo Veltroni-Andreatta del 6 febbraio 1997, in considerazione del mutamento della natura privata del Circolo Ufficiali, diventato, ex lege, organo di rappresentanza della Difesa.(Rimane insoluta, al riguardo, la questione della sicurezza per un Palazzo Barberini che dovrebbe eventualmente aprire i saloni dell'ex Circolo non più privato, ad una Condooliza Rice, in visita ufficiale al Ministro della Difesa) «Questa è una vittoria di Pirro!» Suona scandalizzata al telefono la voce di Angela Negro, condirettrice della Galleria nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, quando le chiedo un commento sul protocollo firmato ieri a Palazzo Chigi.(Le firme sicure, comunque, sono quelle di Buttiglione, Martino, Tremonti e Letta. Forse avrebbe firmato anche Berlusconi, forse no.) La condirettrice ha qualche dettaglio in più sull'accordo: «Per fortuna - mi dice - la Sala Ovale del Bernini, dove il cardinale Francesco Barberini teneva i suoi dialoghi filosofici, il Professor Strinati è riuscito a farla aggiudicare al Museo Restano al Circolo Ufficiali la Sala del Trono, ed altre tre sale adiacenti, il ponte ruinante del Bernini, ed una parte del giardino Il Circolo da parte sua rinuncia al pianterreno, dove sono la mensa, la cucina - ne avranno una nuova splendida alla Palazzina Savorgnan - e gli spazi usati abitualmente dai soci. Inoltre perdono l'entrata da via delle Quattro Fontane, con il relativo parcheggio, ed entreranno dall'ingresso di via Venti Settembre Sempre che ci consentano di terminare i lavori Gli operai son disperati, le imprese minacciano penali al nostro Ministero Spero che nell'accordo la questione dei lavori impediti sia stata risolta una volta per sempre». «Professor Strinati - chiedo al Soprintendente del Polo Museale romano - so che è riuscito a salvare la Sala Ovale del Bernini È stata dura?» «Ho partecipato a due riunioni, l'ultima giovedì Mapurtroppo non ho il testo definitivo dell'accordo e non sapevo che era stato presentato alla stampa Io mi sono battuto, perché le due scadenze di maggio ed ottobre 2006 siano considerate improrogabili ». «Lo scorso 16 ottobre, Professore, in una intervista a tutto campo lei mi aveva confessato il suo scoraggiamento per la questione di Palazzo Barberini. Come si sente ora?» «Ero scoraggiato tanto, ora sono incoraggiato poco!»