Per Giovanna Melandri, che come Ministro dei Beni Culturali succeduto a Walter Veltroni nei governi di centrosinistra, seguì personalmente la vicenda di Palazzo Barberini, e l'inizio dei lavori di recupero dell'intero complesso, l'accordo comunicato ieri dall'attuale Ministro, Rocco Buttiglione, mette in evidenza «una 'buonuscita' francamente esosa che il Ministero della Difesa ha preteso per liberare finalmente il Palazzo ed adempiere agli obblighi derivanti dall'accordo concluso nel 1997 tra i Ministri dei Beni Culturali e della Difesa, Veltroni ed Andreatta». «In base a quel Protocollo - ribadisce la parlamentare Ds - il Circolo Ufficiali avrebbe dovuto lasciare TUTTI i saloni di Palazzo Barberini » E Melandri conclude augurandosi che «presto un nuovo Governo, più sensibile ai diritti dei cittadini che non alle prepotenze di alcuni, si adoperi affinché il 2006 sia davvero l'anno nel quale la Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma riprenda possesso integrale di Palazzo Barberini». E mentre Italia Nostra definisce "accordo beffa" quello comunicato ieri dal Ministero dei Beni Culturali, e dichiara "inaccettabile" una simile conclusione della «battaglia avviata quarant'anni fa dall' associazione perché l'intero complesso di Palazzo Barberini si aprisse ad una piena fruizione pubblica », Vittorio Emiliani, a nome del Comitato per la Bellezza, osserva: «I militari si tengono dunque il salone centrale di Palazzo Barberini, quello detto del Trono e ben 700 metri quadrati del piano nobile del grande edificio storico. La GalleriaNazionale d'Arte Antica - in cui, da decenni, devono confluire alcune grandi collezioni patrizie romane - avrà finalmente a disposizione quasi 3000 m.q. di quelli occupati sinora dal Circolo Ufficiali, ma non potrà disporre di una porzione dello spazio più prestigioso del Palazzo. E ciò nonostante che lo Stato abbia nel frattempo speso parecchi milioni di euro per riattare quell'edificio "di grandissimo decoro" che è la palazzina Savorgnan di Brazzà, destinandola all'uso esclusivo del Circolo. Per giustificare l'ennesimo compromesso a favore dell' Esercito i due ministri invocano funzioni di alta rappresentanza,, fin qui estrinsecate in feste, matrimoni e battesimi »