Da oggi il nuovo spazio espositivo dell'Archivio storico comunale. Dalla peste a Garibaldi UNA vera sfida, per allargare la schiera dei fruitori e lanciare l'archivio in un nuovo percorso storico e culturale. Tra le quattro colonne alte fino al soffitto in legno di pino pece, da oggi trovano posto nell'Aula grande o Sala Damiani Almeyda, di fianco al tabulano che contiene tutte le pergamene, due "tavoli tecnologici" espositivi nuovi di zecca. All'apparenza colpiscono per la loro semplicità. Non è così: sono il risultato di una complessa elaborazione che sperimenta materiali nuovi e soluzioni inedite di trattamenti delle superfici. Con un unico obiettivo: la conservazione ottimale dei beni archivistici e degli oggetti d'esposizione. Progettati dall'architetto Antonio Di Lorenzo, museografo del Comune, i due supporti espositivi li ha realizzati una ditta leader internazionale nel settore degli allestimenti museali, il laboratorio museotecnico "Goppion" di Milano, nelle sue officine di Trezzano sul Naviglio. L'impresa, per intenderci, è la stessa che ha realizzato la nuova vetrina che custodisce la Gioconda al Louvre e che ha firmato gli allestimenti al British Museum e in altri musei del mondo. Sono due bacheche dalla forma di un parallelepipedo, in un cristallo extra chiaro e anti-riflesso che si interseca in una base di metallo. L'effetto della superficie, che è passata anche sotto le sapienti mani dei carrozzieri della Ferrari, è tartarugato, con fiammate bronzo-ambra. Le vetrine pesano una tonnellata, sono lunghe tre metri e sessanta e con il loro design minimalista e la loro avanzatissima tecnologia, le luci a fibra ottica regolabili e flessibili (scorrono su carrellini) e un sistema di climatizzazione ideale, consentiranno di conservare al loro interno alcuni esemplari dei documenti più significativi tra quelli contenuti nei sette metri e mezzo ai scanalature progettate nel 1883 da Almeyda. «Sono due bacheche che non si appropriano dello spazio, sembrano più due orti, due recinti. Lo scopo spiega l'architetto Di Lorenzo, che ha diretto i lavori per la costruzione delle due vetrine, durati mesi è di realizzare, all'interno della struttura una sorta di "Museo d'archivio", dove organizzare esposizioni che possano interessare un pubblico non solo di studiosi e specialisti. Le bacheche costituiranno la sede di questo micromuseo». I due gioielli tecnologici saranno presentati oggi alle 17,30 nell'archivio storico di via Maqueda 157. «Alla base c'è una lunga osservazione di quello che avviene nel resto del mondo. Istituzioni culturali come la Prunksaal della Nationalbibliothek di Vienna, abituate a fruizioni limitate, sono passate a mostre dai temi accattivanti, con nuovi sistemi espositivi accanto ai loro libri più antichi. In una sala superba come questa di Almeyda, connotata architettonicamente in maniera forte, trovare la soluzione non è stato facile aggiunge Di Lorenzo Ma anziché emulare il passato, abbiamo optato per una soluzione moderna, rigorosa, dalle geometrie purissime, capace di garantire tutti gli standard di sicurezza. A differenza delle tradizionali strutture espositive, composte da due volumi separati, un tavolo e una campana di cristallo, per questi due tavoli tecnologici abbiamo adottato una strategia di design unitaria. Il modello dei due supporti è un tavolo in acciaio bronzato, con un parallelepipedo di cristallo chiuso, che si interseca al tavolo». Un sistema di sollevamento, costituito da due motori, consente di scoperchiare le vetrine (costate in tutto 68 mila euro). Nei video realizzati dalla Geko, uno degli sponsor dell'iniziativa assieme a Pianeta, Eidos e Amici dei musei siciliani, si potranno osservare tutte le fasi di lavorazione. «Per il sollevamento dice Di Lorenzo abbiamo adottato un brevetto ideato lo scorso anno per la realizzazione della grande vetrina a tavolo della Welcom Trust Gallery del British Museum di Londra». All'interno dell'archivio c'è un immenso patrimonio storico ancora da esplorare. «Questa struttura è antica e prestigiosa ma anche poco conosciuta dal grande pubblico. La nostra idea è quella di trasformare questo luogo, che nell'immaginario è un semplice deposito di documenti, in posto vivo, dove poter andare alla ricerca di materiale documentario che ha avuto importanza per la città e che può appassionare anche un pubblico di non specialisti spiega Eliana Calandra, direttrice dell'Archivio comunale e del Muso Pitré Le bacheche sono due strutture di grande prestigio e la loro funzione sarà quella di attirare il pubblico mettendo in mostra manoscritti e documenti d'archivio ma anche oggetti. Dalle vetrine il pubblico potrà tranquillamente consultare e studiare le fonti archivistiche». La prima mostra si aprirà il 16 dicembre e si intitola "Il potere delle cose. Magia e religione della collezione del Museo Pitré": gli oggetti di magia saranno esposti sia nelle teche, accanto ai documenti, sia in cilindri giganti di vetro sospesi nella sala. Tanti i documenti che presto faranno bella mostra di sé. Dalle foto dei Mille, fatte dal fotografo Alessandro Pavia, che tra i garibaldini ne ritraggono uno che si chiamava Carlo Bossi, agli statuti delle maestranze, alle pergamene con tanto di sigillo, agli atti del Senato, ai disegni del fondo lavori pubblici. Tra i manoscritti e le pergamene ci sono i documenti sui "privilegi" della città, le prerogative particolari che Palermo ha saputo conquistare attraverso i secoli. «All'archivio comunque aggiunge la Calandra abbiamo sempre fatto mostre e aperto per particolari occasioni i locali al pubblico, anche prima dei restauri, completati nel 2001. Organizziamo anche visite guidate perle scuole, con il progetto "Conosci il tuo archivio" e abbiamo curato diverse pubblicazioni». L'intento è adesso di stare aperti mattina e pomeriggio: finora solo il mercoledì pomeriggio la gente poteva avere accesso alla sala lettura. Anche perché manca l'impianto di illuminazione. E per le mostre l'archivio comunale, in attesa di tempi burocratici infiniti per dare finalmente il via a un nuovo appalto, finora ha dovuto rivolgersi all'esterno, per aver montato dei punti luce temporanei da smontare dopo ogni manifestazione.