Il faro diventerà approdo Un modo per rivitalizzare la costa, lungo la rotta per la Grecia FASANO Il faro di Torre Canne trasformato in un approdo per i naviganti? Il progetto è al vaglio dell'Agenzia del Demanio, la struttura che ha il compito di amministrare gli immobili di proprietà dello Stato. L'Agenzia ha intenzione di dare in concessione otto fari, dislocati lungo le coste pugliesi, da San Domino a Ugento, da trasformare in hotel e ristoranti. Nell'elenco dei siti che fino ad oggi sono stati affidati alla Marina italiana, ma che ormai non hanno più nessun interesse sul piano militare, c'è per l'appunto, il faro di Torre Canne, una struttura che è da sempre il simbolo per eccellenza della frazione balneare fasanese. L'intenzione dell'Agenzia non è, stando alle indiscrezioni, quella di proporre indistintamente i fari costieri che sono finiti nell'elenco. Piuttosto, saranno proposti a lotti, divisi in cinque diverse categorie: fari del benessere (destinati a diventare alberghi), del gusto (ristoranti), del mare (approdi), del viaggiare (simili ad autogrill), della ricerca (da gestire con Enea, Cnr, e Università). Quello di Torre Canne è l'unico faro pugliese che rientra nella terza categoria. Dunque, se il progetto sarà concretizzato il sito della frazione balneare fasanese sarà trasformato in un approdo per i naviganti, che potranno scegliere di farci tappa durante una crociera in barca a vela. Se per l'Italia si tratta di un'idea nuova, all'estero lo sfruttamento dei fari sul fronte turistico è già in atto da anni. Un esempio: dall'altra parte dell'Adriatico, in Croazia, da tempo è possibile soggiornare in undici fari, uno dei quali è ubicato nell'isola di Palagruza, a poche miglia dalle Tremiti. La stessa cosa è possibile, da anni, negli Stati Uniti, in Olanda, Norvegia e Scozia. Secondo quanto previsto dall'Agenzia del demanio, il futuro del sito di Torre Canne non è quello di diventare un hotel o un ristorante, ma un approdo per i naviganti sulla rotta della Grecia e dell'Oriente. Il progetto è a buon punto. Conclusa la fase del monitoraggio, il prossimo passo consisterà nel chiedere alla Marina militare di mettere a disposizione i fari individuati per poter avviare i lavori di ristrutturazione dei siti. In seguito, dovranno essere stipulati gli accordi con Comuni, Sovrintendenze e ministero dei Beni culturali. Ultima fase sarà quella delle gare a cui potranno partecipare gli imprenditori interessati a rilevare i fari, destinati ad essere riconvertiti in strutture al servizio del turismo. Difficile, al momento, preventivare quanto tempo passerà prima che il progetto sia concretizzato. Se l'istanza dell'Agenzia passerà così come è stata messa a punto, oltre a quello di Torre Canne, a cambiare destinazione saranno, in Puglia, i fari di San Domino, alle isole Tremiti, che diventerà un albergo, quello di San Giovanni, a Ugento, nel Leccese, e la «Lanterna» di Mattinata (Foggia) che diventeranno ristoranti, quello di Pedagne (Brindisi) e quello di Scoglio di Sant'Eufemia, a Vieste (Foggia), destinati a diventare una sorta di autogrill del mare, quello di Sant'Andrea (Gallipoli) e quello di Capraia (Isole Tremiti) che diventeranno centri di ricerca.
Torre Canne inserita, dall'Agenzia del Demanio, nell'elenco dei fari da riconvertire a scopi turistici e scientifici
L'Agenzia del Demanio ha iniziato a valutare la possibilità di trasformare otto fari costieri pugliesi in strutture al servizio del turismo. Il faro di Torre Canne, simbolo della frazione balneare fasanese, potrebbe diventare un approdo per i naviganti sulla rotta della Grecia e dell'Oriente. I fari saranno proposti a lotti, divisi in cinque categorie: alberghi, ristoranti, approdi, autogrill e centri di ricerca. Il progetto è ancora in fase di monitoraggio e non è possibile prevedere quando sarà concretizzato. Altri fari pugliesi, come quelli di San Domino, Ugento e Mattinata, potrebbero diventare alberghi, ristoranti o autogrill.
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