Faccio riferimento ad un articolo pubblicato il 25-11-2005 sul quotidiano da Lei diretto, intitolato «II governo recita e anche male» a firma del sig. Agostino Marcon. Sono francamente esterrefatto, in quanto ho sempre immaginato che la straordinaria tradizione de «II Tempo» fosse garanzia di una corretta informazione dei propri lettori e impedisce la disinformazione e l'insulto da parte di «opinionisti interessati». Devo infatti informare i suoi lettori che il 18 novembre 2005 ho partecipato alle Giornate Europee del Cinema e dell'Audiovisivo ed ho ricevuto i complimenti e i ringraziamenti sia del «magistrale» (così lo definisce Marcon) dr Signetto (di cui le allego nota del 23 novembre 2005) sia da parte di moltissimi operatori presentì. Non solo non ho detto alcuna delle «stupidaggini» che falsamente mi attribuisce il sig. Marcon, ma lo stesso, all'uscita del Convegno, si è complimentato con me alla presenza di un mio collaboratore, salvo successivamente spargere, nel citato artìcolo, vagonate di menzogne ed insulti che i miei legali stanno valutando. Mi viene il sospetto che tale comportamento non sia frutto di un estemporaneo attacco di schizofrenia, ma vada piuttosto collegato al fatto che nella medesima occasione ho comunicato al sig. Marcon di aver espresso parere negativo su un progetto speciale del costo di 234.000 euro per un'attività non utile svolta da un'associazione denominata «Spes» (Screenwriters and Producers by European Society) presieduta dallo stesso Marcon, che si è dato il pomposo titolo di «chairman», il cui staff è composto da tre signori di cui non si conoscono i curricula: uno della Repubblica Ceca, uno francese e uno tedesco (devo presumere che siano i due che mi hanno definito «pirla» e «quacquaracqua»). Invito i suoi lettori ad andar sul sito internet della Spes su cui, per la cronaca, non vi è neppure il curriculum di Marcon e soprattutto a farsi un'opinione sul perché lo Stato italiano dovrebbe concedere un contributo di 234.000 euro a questa associazione di quattro signori che presentano progetti inutili e autoreferenziati. Peraltro dagli accertamenti svolti dai miei uffici non risulta, ad oggi, che l'associazione goda di finanziamenti da parte dell'Unione Europea. Ciò detto e fermo restando che i miei legali stanno valutando ogni forma di tutela prevista dall'ordinamento vigente, Le sarei veramente grato se, ai sensi della vigente legge sulla stampa, volesse pubblicare la presente, soprattutto per una corretta informazione dei suoi lettori. GAETANO BLANDINI Direttore generale per il Cinema del ministero per i Beni e le Attività culturali