Siamo tutti passati attraverso quei labirinti di capocolli, fusilli tricolore, gondole, torri di Pisa e "duomi" di Milano, vinsanti del nonno, brigidini, vini e oli. È inevitabile se vogliamo uscire dal grill autostradale nel quale siamo temerariamente entrati per prendere un caffè. Da un paio di giorni sappiamo che corriamo lo stesso rischio visitando la Galleria degli Uffizi. Il ministro Gianni Alemanno è venuto di persona per presentare Il gusto italiano - quando il cibo è arte: dopo la Campania sarà la Toscana, per ora con gli Uffizi, a applicare il protocollo che porterà in tutti i poli museali italiani Buonitalia, la S.p.A. per la promozione dell'agroalimentare italiano create nel 2003 dal Ministero delle politiche agricole e forestali. Insomma il bookshop (ma sarà il case di chiamarlo ancora così?) degli Uffizi avrà scaffali per bottiglie di vino e di olio ed altre squisitezze dal carattere toscano. Non c'è da restare sorpresi, secondo Antonio Paolucci, soprintendente al Polo museale fiorentino, se «nello spazio commerciale degli Uffizi vini e prodotti agroalimentari di assoluta eccellenza tengono elegante e sommessa compagnia alle monografie su Botticelli e Michelangelo, alle porcellane di Ginori, ai foulard e alle cravatte di Ferragamo». Ha ragione, ormai siamo stati abituati a non sorprenderci più di nulla. Però, estremisti come siamo, ci pareva meglio che già i foulard e le cravatte, e magari anche gli altri gadget di gusto discutibile, non facessero compagnia, né sommessa né elegante, alle monografie, e continuassero ad essere venduti nei negozi (che certo non mancano) nei dintorni degli Uffìzi. Ha parlato «dell'unicità del messaggio che lega i due patrimoni, quello artistico e quello alimentare», Alemanno, ed ha affermato che i «turisti e i consumatori sapranno cogliere il messaggio che è quello dell'alta qualità, non certo quello del consumismo». Se lo dice lui...! Ma un dubbio ci resta: se, come dice Paolucci, il nostro Paese viene «percepito come il luogo della bellezza diffusa e del piacere di vivere» non dipenderà magari un po' anche dal fatto che - finora -si era dato al mondo l'impressione di saper ancora distinguere fra un museo e il reparto di un super-mercato?
Ma l'olio è davvero un'opera da museo?
Il ministro Gianni Alemanno ha presentato il protocollo Buonitalia, che porterà la promozione dell'agroalimentare italiano in tutti i poli museali italiani, compresa la Galleria degli Uffizi di Firenze. Il protocollo prevede la creazione di un bookshop negli Uffizi con scaffali per bottiglie di vino e olio, e prodotti agroalimentari di assoluta eccellenza. Antonio Paolucci, soprintendente al Polo museale fiorentino, ha sottolineato l'unicità del messaggio che lega i due patrimoni, quello artistico e quello alimentare, e ha affermato che i turisti e i consumatori sapranno cogliere il messaggio dell'alta qualità, non del consumismo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo