FIRENZE. Non solo una sosta davanti alla Medusa di Caravaggio, al Tondo Doni di Michelangelo, alla Primavera di Botticelli, all'Annunciazione di Leonardo o davanti alle altre mille meraviglie degli Uffìzi: ora una visita alla celebre Galleria permetterà di passare dalla straordinaria bellezza delle opere d'arte all'acquisto di prodotti agroalimentari d'eccellenza come il Brunello di Montalcino, l'olio, il vin-santo e la grappa, tutti rigidamente toscani. L'idea è dei ministeri delle Politiche agricole e forestali e dei Beni culturali. Nei bookshop dei musei italiani verranno aperti spazi espositivi in grado di promuovere i prodotti agroalimentari del nostro Paese, vere e proprie eccellenze del made in Italy. Dopo la sperimentazione avviata a Capodimonte, alla Certosa di San Martino di Napoli e al museo archeologico di Paestum, è la Galleria degli Uffizi il primo grande museo italiano a dare vita all'iniziativa "I1 gusto italiano. Quando il cibo è arte", organizzato da Buonitalia, società creata dal ministero delle Politiche agricole per valorizzare e internazionalizzare i prodotti d'eccellenza dell'agroalimentare italiano. Entro la primavera nell'operazione saranno coinvolti anche il museo dell'Accademia, che ospita il David di Michelangelo, e Palazzo Pitti. Per il ministro Gianni Alemanno, intervenuto alla presentazione dell'iniziativa, «i prodotti agroalimentari hanno bisogno di una promozione specifica e questo è un canale che da un segnale preciso ai frequentatori dei nostri musei: accostare l'arte ai nostri prodotti alimentari di qualità. Da sempre le nostre specialità agroalimentari sono considerate testimoni e ambasciatrici della cultura italiana. Ora chi visiterà i nostri musei avrà anche la possibilità di conoscere meglio i nostri prodotti, anch'essi capolavori ineguagliabili». Secondo il ministro «l'Italia è una super potenza per i prodotti d'eccellenza: nel mercato globale vince o chi fa prodotti che costano poco o chi fa prodotti unici e di alta qualità. Noi puntiamo su questa seconda possibilità». Il connubio piace ad Antonio Paolucci, soprintendente per il polo museale fiorentino, che trova similitudini tra il mondo agricolo e quello dell'arte. «L'agricoltura d'eccellenza difende il territorio e le specificità spiega come noi le.opere d'arte: abbiamo la stessa missione. Il nostro Paese viene sempre più percepito come il luogo della bellezza diffusa. In Italia tutto è arte: i centri storici come i quadri e le sculture; la moda come le linea delle auto, lo stile di vita come il temperamento degli uomini, l'eleganza delle donne come la cucina e i vini. Se questo è vero nessuno si stupirà di trovare nello spazio commerciale degli Uffizi i prodotti della nostra eccellenza agroalimentare». L'operazione è già partita: entro l'8 dicembre agli Uffizi sarà possibile comperare il Brunetto, l'olio Laudemio, il vinsanto, l'aceto, la grappa. Successivamente gli acquisti potranno avvenire anche on line e in un secondo momento accoglieranno anche prodotti tipici di altre regioni e lo stesso avverrà nei musei delle altre parti d'Italia. In esposizione, accanto ai foulard e alle cravatte di Ferragamo, alle ceramiche di Ginori, alle monografìe di Botticelli e Michelangelo, ci sono 54 etichette di vino, olio, aceto, vinsanto e grappa. I prodotti sono stati selezionati da Buonitalia in collaborazione con i consorzi dei vini toscani che a rotazione indicheranno le etichette dei vari prodotti da esporre. I primi sono stati sorteggiati. «Per noi spiega Fabrizio Mottironi, presidente di Buonitalia non è importante vendere i prodotti, ma accostarli all'arte». Insomma, cibo e opere d' arte come espressione della stessa cultura.