Se negli enti di ricerca devono organizzare un'intera settimana «anti-precarietà» per informare l'opinione pubblica sull'enorme sfruttamento di lavoro nel pubblico impiego, non se la passano meglio i 95 co.co.co. del ministero dei Beni culturali (parliamo dei soli uffici centrali di Roma): ex Lsu, attendono dal 1992 una stabilizzazione che non è mai arrivata. E adesso rischiano di non rientrare - nonostante le promesse - neppure nella mini-sanatoria prevista dal governo a fini elettoralistici (i 7 mila contrattisti a termine che il ministro della Funzione pubblica Baccini ha annunciato di voler riassorbire entro il 2008; ma i precari del pubblico impiego, tra enti locali, sanità e ministeri, sono oltre 250 mila). Dunque sarebbero destinati a restare co.co.co., e anzi i loro posti rischiano di saltare a partire dall'1 gennaio 2006, causa tagli in finanziaria. Per questo già oggi è previsto un sit in davanti alla sede del ministero guidato da Rocco Buttiglione, in via del Collegio romano 27. E intanto si prepara una nuova giornata di mobilitazione per il 5 dicembre.