L' Italia "benedice" con il suo ministro dei Beni Culturali Rocco Buttiglione tra le altre iniziative a favore dei paesi balcanici, e in particolare di Serbia Montenegro il finanziamento erogato per un corso innovativo di tecniche di gestione museale (costo un milione di euro), ma lo stesso Buttiglione annuncia contemporaneamente che i tagli decisi dal nostro Governo a favore di altri beni culturali come i musei ed i beni archeologici non sono rientrati e dice che se non vi sarà un ripensamento, «non saremo in grado di garantire la conservazione del nostro patrimonio». E' una delle contraddizioni della nostra politica sulla cultura che spende anche meritoriamente milioni di euro per favorire progetti di recupero e di tutela dei beni culturali dei Paesi del Sud-Europa, ma sembra preoccuparsi assai meno dei propri, emerse ieri a Venezia. Una Dichiarazione comune dei ministri della Cultura del Sud Est dell'Europa per la difesa e valorizzazione dell'eredità culturale di quell'area, firmata dai rappresentanti dei nove paesi presenti Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Moldova, Romania, Serbia e Montenegro è stato infatti l'atto conclusivo di due giorni di dibattito e di confronto alla seconda Conferenza ministeriale sui Beni culturali di quest'area geografica, promossa dal governo italiano e dall'Unesco, con la collaborazione della Regione Veneto sull'isola di San Servolo. Sarà costituito tra l'altro un coordinamento permanente per queste iniziative che avrà sede proprio a Venezia, presso l'Unesco. «Siamo convinti - ha detto il ministro Buttiglione, sintetizzando lo spirito dell'inizia-tiva - che la cooperazione allo sviluppo in materia di patrimomo artistico e culturale sia lo strumento migliore per chi, come noi, crede nel ruolo dei beni culturali per preservare la pace e costruire l'amicizia tra i popoli. L'anno scorso, in occasione della prima Conferenza inaugurammo il ponte di Mostar. Costruire ponti è compito della cultura e della politica, e noi siamo qui a costruire un nuovo ponte di pace attraverso questo veicolo di fratellanza e sviluppo». Presentato anche l'avvio di un progetto pilota varato da alcune Regioni italiane (Veneto, Toscana, Liguria e Umbria) a sostegno dei musei di quei paesi, elaborato in collaborazione con i ministeri italiani degli Esteri e dei Beni Culturali. Centrato nella sua prima fase sui musei di Belgrado, Skopje e Sarajevo, il progetto verterà sulla valorizzazione, fruizione pubblica e promozione del patrimonio che vi è contenuto. Presenti ai lavori di ieri anche il vicedirettore generale Unesco per la cultura Mqu-nir Bouchenaki e l'ambasciatore Umberto Vattani, Presidente della Venice International University che ha ospitato l'incontro. L'Italia è presente nell'area balcanica con progetti di carattere culturale anche impegnativi sul piano economico, come quello da 3 milioni di euro in Macedonia per un progetto pilota sul piano educativo o della cultura o come quello, in Albania, per il recupero e la conservazione delle case storiche di Argirocastro (circa un milione di euro). Ma l'impegno complessivo in tutta l'area del Sud-Est europeo è di parecchi milioni di euro. Un contrasto in qualche modo inevitabile con l'appello che anche ieri da Venezia il ministro Buttiglione ha rivolto al Governo e alla Camera, perché in sede di approvazione della Legge Finanziaria, vengano ridotti i tagli al Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo, che stanno mettendo in ginocchio teatri lirici come la Fenice ma anche istituzioni culturali come la Biennale con la Mostra del Cinema di Venezia. Un doppio volto italiano, munifico o straccione secondo le circostanze, che anche ieri ha brillato a Venezia.