Inaugurato, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione, il nuovo Museo ebraico a Roma, "un sito che parla molti linguaggi diversi", ha assicurato la direttrice, Daniela Di Castro: i linguaggi "della storia e della storia dell'arte, dell'archeologia, delle arti decorative, della storia delle religioni e del folklore". Il Museo rappresenta la più antica comunità in Europa (l'insediamento è del Secondo secolo avanti Cristo). La struttura è stata inaugurata nella Capitale alla presenza del ministro Rocco Buttiglione La direttrice Di Castro: "II sito parla molti linguaggi diversi" ROMA - Inaugurato, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione il nuovo Museo ebraico a Roma, "un sito che parla molti linguaggi diversi", ha assicurato la direttrice, Daniela Di Castro: i linguaggi "della storia e della storia dell'arte, dell'archeologia, delle arti decorative, della storia delle religioni e del folklore". Tanto ampio è, infatti, il patrimonio culturale che la preziosa raccolta rappresenta, che i visitatori vi ritroveranno l'interesse per tutti questi argomenti. "Per conoscere Roma davvero - ha detto Di Castro - bisogna essere stati nel Museo ebraico", il quale, oltre a rappresentare la più antica comunità in Europa (l'insediamento è del Secondo secolo a.C), è, con i suoi argenti e tessuti, "forse uno dei maggiori per le arti decorative". "La funzione del museo - ha ricordato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Leone Paserman - non è solo la gestione e la cura degli oggetti, ma soprattutto Io studio e l'approfondimento, anche tramite la pubblicazione di studi specialistici. Inoltre, grazie al recente interesse e alle ricerche di una commissione interministeriale, c'è la speranza di ritrovare l'antica biblioteca portata via nel 1943", racconta, e lancia un appello per il raggruppamento nella nuova sede delle lapidi ed oggetti ebraici dai musei della Capitale. Guido Di Veroli, presidente della Fondazione Elio Toaffper il Museo ebraico, ha spiegato l'importanza dello scambio con altre istituzioni, "come già avvenuto per gli incunaboli e manoscritti prestati alla Biblioteca vaticana e al Museo di Gerusalemme". Gli oggetti, i manoscritti, i tessuti e gli argenti presentati nei seicento metri quadrati sottostanti la Sinagoga sono in gran parte il patrimonio scampato alla razzia nazista del 1943. "Alcuni sono nuovi - ha detto là direttrice - mentre altri, prima poco visibili, sono stati valorizzati". Fra gli oggetti più antichi si trovano i manoscritti medievali e un armadio del Tempio Catalano; fra gli argenti due pezzi del primo Seicento, mentre fra i tessuti un raro velluto dei Quattrocento e i mantelli secenteschi ottenuti dalle preziose stoffe della regina Cristina di Svezia, di cui portano gli stemmi. Nella prima sala ci sono i tessuti; nella seconda i manoscritti medievali e i calchi di lapidi, provenienti dalle catacombe di Roma e dalla sinagoga di Ostia Antica; nella terza la ricostruzione delle ricorrenze del calendario ebraico; nella quarta i tesori delle Cinque Scole e nella quinta un video che ripropone la storia della comunità dall'emancipazione ad oggi. Il nuovo allestimento affianca la galleria dei Marmi Antichi aperta un anno fa, e comprende nel circuito espositivo il Tempio Spagnolo, dove sono raccolti gli arredi recuperati dalla demolizione dell'edificio delle Cinque Scole nel 1908. Il sito è stato realizzato con il sostegno dell'Unione europea, del ministero per i Beni culturali, della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma e dell'azienda Alcatel Italia.
Un polo per l'arte ebraica. Arti decorative, storia e folklore nel Museo ebraico della Capitale
Il nuovo Museo ebraico a Roma è stato inaugurato con la presenza del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione. Il museo rappresenta la più antica comunità in Europa, con un patrimonio culturale ampio e variegato. La struttura è stata realizzata con il sostegno di diverse istituzioni, tra cui l'Unione europea, il ministero per i Beni culturali e la Regione Lazio. Il museo ospita una vasta collezione di oggetti, manoscritti, tessuti e argenti, tra cui alcuni provenienti dalla razzia nazista del 1943.
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