LE RECENTI dichiarazioni di Berlusconi sulla necessità di dare un alloggio alle famiglie sotto sfratto le cui condizioni economiche non hanno consentito loro di acquistare una casa è stata considerata uno spot elettorale da Prodi e da altri esponenti del centro sinistra. Al di là delle polemiche è opportuno domandarsi se quella del Presidente del Consiglio è soltanto un'idea o se invece esista già un progetto. Ma, per fornire un utile suggerimento al fine di dare un contributo concreto a questa idea, è utile rammentare la "vexata quaestio" delle aree urbane già da vent'anni alla sopita attenzione dei partiti, dei governanti e del Parlamento. Questione che sembrava tornata di attualità nello scorso gennaio quando era stata annunciata la ricostruzione di quel ministero per le aree urbane, nato nel 1987 per volontà di Craxi, assegnato all'ex sindaco di Milano Tognoli, allo scopo di superare le difficoltà dovute alla frammentazione dei poteri divisi tra i diversi ministeri (Lavori Pubblici, Lavoro, Interno, Ambiente e Beni Culturali) e per fornire una direttiva politica e opportuni indirizzi alle regioni e ai comuni. Pur troppo di questo Ministero si rammenta soltanto un intervento legislativo, giusto nella sua ratio, ma pasticciato nel suo articolato: la legge 24 marzo 1989 n"122, nota come legge Tognoli, volta alla realizzazione dei parcheggi a iniziativa dei privati e dei comuni. Il Ministero per le aree urbane hi poi travolto dallo tsunami di tangentopoli e da un certo ostruzionismo delle regioni, gelose della propria autonomia e dalla pigrizia di troppi comuni. Il governo Berlusconi si trova oggi in conseguenza della modifica del titolo V della Costituzione intervenuta il 18 otto bre 2003 e dell'approvazione della legge sulla devolution forse in difficoltà per la costituzione di questo Ministero. Eppure se si vuole avviare a soluzione il proble ma della realizzazione di massicci interventi edilizi occorre proprio che un organismo centrale impartisca le opportune direttive giacché è difficile ripercorrere le strade del passato con la realizzazione di piani attuativi su arce libere sottratte all'agricoltura anche perché gli interventi "extra moenia" aggravano il fenomeno del pendolarismo e quindi della congestione del traffico e delle inevitabili diseconomie, laddove più opportuno appare l'acquisizione delle aree dismesse dalle industrie, il recupero di vecchi edifici abbandonati e di quei fabbricati, sparsi dappertutto sul territorio nazionale, per i quali non è stata rilasciata la concessione in sanatoria e che i comuni non hanno demolito in applicazione degli articoli 4 e 7 della legge sul condono edilizio del 1985. Per il reperimento delle risorse economico-finanziarie occorrerebbe far ricorso al finanziamento europeo, alla formazione di un fondo di rotazione, a provvedimenti legislativi per sgravi fiscali agli enti preposti alla realizzazione di questi interventi, abbattimenti dell'Iva, a con cessioni di mutui fondiari a tassi ridotti e a lungo termine in maniera che il nucleo familiare possa sostenere l'onere della rata in luogo di un canone di locazione. Molto utile alla creazione di questo fondo appare la proposta del Consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta, il quale ha suggerito la vendita dell'alloggio a prezzo simbolico a 500mi-la inquilini dell'Istituto autonomo case popolari (la manutenzione del patrimonio di quest'ente costa ben 5 miliardi di euro l'anno); si potrebbe vendere a prezzi di mercato negozi e box e immobili di pregio con un ricavo stimato fra i 30 e i 50 miliardi di euro. C'è quindi un nesso logico fra l'idea di Berlusconi e la proposta di Brunetta: un provvedimento di urgenza per dare la casa agli inquilini sotto sfratto può essere adottato con l'integrazione di questo progetto nel quadro degli interventi previsti dalla "legge obiettivo" (legge 443 del 2001 e dal decreto legislativo di attuazione 190 del 2002). Se la ricostruzione del Ministero per le aree urbane può essere utile per una politica a medio termine volta a favorire la costruzione di alloggi da dare in proprietà a quel 19 per cento di famiglie che non hanno ancora raggiunto questo traguardo, il ricorso alla legge obiettivo o ad altro provvedimento legislativo straordinario è dettata dall'urgente necessità di dare un tetto alle famiglie sotto sfratto.