SASSARI. Un chiarimento che ha chiarito ben poco. E ognuno resta sulle sue posizioni: il Comune con il suo progetto che piace (più o meno) alla città e il Soprintendente che non vuole approvarlo per motivi di etica e morale in relazione all'utilizzo di arredi falso-antichi. E la polemica sul nuovo volto di piazza d''Italia continua, anche se i due «contendenti» gettano acqua sul fuoco e cercano accettabili soluzioni diplomatiche per far rientrare i contrasti. Ma non sarà facile, visto che anche sulla pavimentazione l'accordo pieno non c'è. E non solo tra Comune e Soprintendenza, ma anche all'interno della stessa amministrazione comunale. I troppi «fronzoli» e ritagli dei basoli in granito non piacerebbero a molti e quindi il pool di progettisti è nuovamente al lavoro per cercare soluzioni alternative, che tra l'altro erano state già preparate per l'incontro alla Camera di commercio, ma erano «saltate» per problemi tecnologici relativi alla simulazione virtuale. Intanto, in città sta continuando la raccolta di firme contro il primo progetto e, adesso, l'obiettivo si è spostato sulla bocciatura del secondo da parte della Soprintendenza. L'Associazione antiquari sassaresi, coordinata da Luciano Serra, ha già raccolto qualche migliaio di firme ed è sempre più vicina all'obiettivo fissato all'inizio della protesta: raggiungere le 5mila firme. Ma l'argomento, adesso, si è allargato e dalla piazza è «sceso» sotto la piazza. Nonostante le smentite, le ritirate stra-tegiche e i tentativi di far cadere la questione con «nonchalance», la proposta avanzata timidamente e senza ufficialità in Conferenza di servizi è piaciuta molto e sta già facendo discutere. Se è vero che gli scavi provocherebbero ritardi nei lavori, è anche vero che, se potessero essere davvero realizzati (e pare che l'amministrazione abbia già incassato il parere favorevole dell''impresa che si era aggiudicata i lavori per realizzare il silos interrato di piazza Mazzotti che invece sembra non rientri nei piani della nuova maggioranza), i parcheggi sotto piazza d'Italia darebbero un'ulteriore boccata d'ossigeno al centro storico.