All'Agenzia pubblica è affidata la gestione di 25mila edifici e 70 milioni di metri cubi In cinque anni entrate per 5 miliardi di euro: rispettati tutti i parametri di efficienza ROMA. È possibile mettere in moto una macchina con la nuova targa dell'ente pubblico economico per gestire 70 milioni di metri cubi di patrimonio immobiliare e rispettare i «parametri d'efficienza» in una manciata d'anni? Sì è possibile. Lo ha fatto l'Agenzia del Demanio, dal primo gennaio 2004 ente pubblico economico, alla quale è affidata la gestione di 25mila immobili delle amministrazioni centrali. In soli cinque anni, dal 2001 al 2005, questa istituzione ha incassato oltre 5 miliardi di euro tra vendite, cartolarizzazioni, fondi ed entrate per locazioni e concessioni con un raddoppio delle riscossioni. A un costo complessivo, nel quinquennio, di 500 milioni nonostante la forte spinta verso rinnovazione tecnologica e il rinnovamento informatico. Sono queste le cifre e i dati della gestione economica dell'Agenzia del Demanio illustrati ieri dal direttore Elisabetta Spitz, come bilancio del primo quinquennio di attività dell'ente in apertura dei lavori di un convegno sul futuro del patrimonio immobiliare pubblico. «I bilanci si fanno con i numeri», ha detto la Spitz con una punta d'orgoglio. E i numeri infatti hanno parlato chiaro. In un quinquennio, il personale è stato dimezzato: da 1.640 a 830 unità. Le entrate da locazioni e concessioni sono ammontate a 500 milioni, mentre il tasso delle riscossioni è più che raddoppiato: era inferiore al 30 nel 2002, mentre adesso si avvicina al 70 per cento. L'avvio di una corposa opera di razionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico ha generato vendite ordinarie e straordinarie per 4.4 miliardi: tra queste cartolarizzazioni, dismissioni in blocco, il lancio del primo fondo immobiliare pubblico. L'architetto Spitz ha puntualizzato poi che la gestione degli usi pubblici e governativi ha fatto risparmiare 140 milioni dalle locazioni passive. «I parametri di efficienza sono stati rispettati», ha rimarcato il direttore dell'Agenzia. Ma non sono soltanto i numeri ad aver convalidato un bilancio in positivo per il primo quinquiennio del Demanio-ente. L'Agenzia ha rafforzato il suo modo di comunicare verso l'esterno attivando un portale "real estate" e allestendo una vetrina immobiliare per dare un'informazione mirata a cittadini e imprese, a promotori e investitori. Altri progressi sono stati conseguiti nella concertazione territoriale, una leva sulla quale la Spitz intende puntare. Il dialogo con gli enti locali è migliorato e oltre 200 Comuni hanno già attivato progetti operativi con l'Agenzia per far marciare di pari passo la gestione degli immobili delle amministrazioni centrali con quelli delle amministrazioni locali. Non da ultimo, nel 2003 il Demanio ha avviato il primo censiment puntuale e meticoloso del patrimonio immobiliare pubblico che si concluderà nel 2006 coinvolgendo 1.400 tecnici: è prevista la raccolta in oltre 17mila schede di 17 milioni di informazioni, con 600mila immagini, riguardanti 25mila immobili (edificati e non) per un volume totale pari a 70 milioni di metri cubi. In virtù di questo censimento, l'Agenzia è riuscita a mandare in soffitta i "vecchi faldoni". sostituendoli con un palmare degno di un film di fantascienza. Questo impegno in direzione di una gestione sempre più manageriale dell'Agenzia del Demanio, in un'ottica di valorizzazione, razionalizzazione e dove possibile di alienazione del patrimonio immobiliare pubblico, è stato riconosciuto e apprezzato da tutti i partecipanti al convegno. Giuseppe De Rita (Censis) si è complimentato per l'innovazione amministrativa e l'esplorazione di cose nuove dimostrata dall'Agenzia e ha sollecitato un maggiore coinvolgimento dei Comuni. Marco Magnifico (Fai) ha tracciato una netta linea di demarcazione tra patrimonio culturale, che deve produrre cultura e beneficio spirituale, e patrimonio immobiliare che deve produrre valore. Gualtiero Tamburini (Assoimmobiliare) ha sottolineato l'importanza per i privati di trovare interlocutori pubblici efficienti e ha riconosciuto che l'Agenzia sta andando nella giusta direzione. Alberto Nagel (Mediobanca) ha rimarcato l'importanza del censimento e dello sviluppo di progetti e visioni a medio termine del Demanio. Per Gaetano Fontana (Infrastrutture) il ruolo dell'Agenzia sarà essenziale per costruire un rapporto positivo tra infrastrutture e territorio. All'Agenzia spetterà anche la funzione di «ricucitura del tessuto lacerato delle relazioni istituzionali», si è augurato Leonardo Dominici (Anci), mentre Maurizio Beretta (Confindustria) ha ricordato che occorrerà coraggio innovativo per portare avanti i processi di liberalizzazione e privatizzazione.