«Dopo La Maddalena bisogna liberare Palazzo Barberini. Il ministro Antonio Martino usi le stesse doti di persuasione dimostrate per convincere gli americani a lasciare le basi de La Maddalena, per invitare i militari a uscire da palazzo Barberini. Restituendo così a Roma un altro grande spazio culturale». Ad incalzare Martino è il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione che, in Transatlantico alla Camera, dopo aver fatto i complimenti al suo collega Martino, si e' augurato che «usi le stesse doti di persuasione per convincere il ministero della Difesa a sgombrare Palazzo Barberini ridando a Roma un altro spazio museale. Sono sicuro - ha aggiunto - che non mancherà di accogliere questo appello». «E apprezzabile che il ministro Buttiglione abbia espresso l'auspicio che ben presto il ministro Martino si adoperi affinché anche Palazzo Barberini venga restituito dal Ministero della Difesa». Lo dice la ds Giovanna Melandri, incalzando il ministro dei Beni culturali, che sottolinea: «Mi auguro però che Buttiglione non si limiti solo a formulare auspici ma si muova istituzionalmente per far eseguire le disposizioni contenute nell'Accordo concluso nel 1997 tra i Ministri dei Beni Culturali e della Difesa, Veltroni ed Andreatta». In base a quel Protocollo, ricorda l'ex ministro dei Beni Culturali, il Circolo Ufficiali dell'Esercito avrebbe lasciato i saloni di Palazzo Barberini e il ministero dei Beni Culturali, in segno di 'gratitudine, gli avrebbe messo a disposizione ì restaurati spazi della adiacente Palazzina Savorgnan di Brazzà. «Seguii da Ministro l'avvio e l'esecuzione di quei lavori - ricorda Melandri -ma, cambiato il Governo nel 2001, l'esecuzione dell'Accordo è stata prima rallentata e poi addirittura messa in discussione dal Ministero della Difesa il quale è arrivato a pretendere di trasferirsi sì nei nuovi locali della Palazzina Savorgnan di Brazzà ma di mantenere anche qualche salone di Palazzo Barberini».