Denuncia della Soprintendenza: l'area sottoposta a vincolo. Ora è diventata una discarica Al suo posto una strada: altri 7 sotto inchiesta PER costruire una strada di servizio, nella zona industriale di Bitonto, hanno scelto una campagna dove sorgevano i resti di una chiesa antica, in un'area sottoposta a vincolo. Per questo il sindaco del comune dell'hinterland barese Nicola Pice, il responsabile dell'ufficio tecnico, i tre progettisti dell'opera, il proprietario del terreno, il notaio barese che si è occupato della vendita del suolo ed il rappresentante legale dell'impresa che ha eseguito i lavori sono stati iscritti nel registro degli indagati. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Roberto Rossi, è stata avviata dopo la segnalazione della Sovrintendenza. Così i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale hanno avviato le indagini, scoprendo che la realizzazione della strada aveva causato la distruzione di ciò che rimaneva della chiesa di Santa Aneta, risalente al 1100. I militari hanno acquisito la documentazione del progetto che fa parte di un piano di interventi più ampio nella zona industriale di Bitonto. I lavori per la costruzione della arteria di servizio, affidati ad un'impresa della provincia di Caserta, sono cominciati nel 2002. Ad agosto, durante le operazioni di sbancamento, la chiesa, caratterizzata da un arco di grande valore storico, è stata abbattuta. Le indagini hanno permesso di accertare anche come l'area, scelta per realizzare la strada di servizio, in un raggio d'azione di cinquanta metri dalla chiesa, fosse sottoposta a vincolo. In quella zona, in altri termini, secondo gli uomini del tenente Michele Miulli, il Comune non avrebbe mai potuto realizzarela strada. Non solo. Dalle indagini emerge anche come la campagna, dopo la costruzione dell'arteria di servizio, sia stata abbandonata, trasformata in una vera e propria discarica abusiva. Dove un tempo sorgeva la chiesa, oraci sono rifiuti di ogni tipo, abbandonati da cittadini e automobilisti di passaggio. La Sovrintendenza ha già stimato i danni che i lavori hanno causato al patrimonio artistico. Superano i 750mila euro. Al sindaco di Bitonto, al proprietario del terreno e ai professionisti coinvolti nell'inchiesta, il sostituto procuratore Roberto Rossi ha inviato un'informazione di garanzia. Le accuse sono avario titolo di violazione del vincolo, di danneggiamento aggravato e di mancata trasmissione del progetto alla Sovrintendenza. Il primo cittadino Nicola Pice è sereno e fiducioso nell'attività della procura. «Se l'autorità giudiziaria ha deciso di compiere accertamenti è giusto che lo faccia, ma - spiega - sono sorpreso. Il mio interesse per i beni artistici è fuori discussione». Per l'accusa, l'amministrazione comunale avrebbe dovuto informare la Sovrintendenza, chiedere l'autorizzazione per la realizzazione del progetto e soprattutto avrebbe dovuto tutelare e salvaguardare il rudere della chiesa che risale al periodo romanico. Così non è stato. Ora l'antico luogo di culto non c'è più, cancellato dai lavori di sbancamento. «So che il rispetto dei vincoli è necessario - dice ancora il sindaco Nicola Pice -ed io, in questo caso, non ho fatto altro che affidarmi alla struttura tecnica del Comune».
Demolita una chiesa medievale: indagato il sindaco di Bitonto
La Sovrintendenza ha denunciato la realizzazione di una strada di servizio nella zona industriale di Bitonto, in provincia di Bari, dove sorgeva una chiesa antica. La strada è stata realizzata su un terreno sottoposto a vincolo, senza l'autorizzazione della Sovrintendenza. I lavori hanno causato la distruzione della chiesa, caratterizzata da un arco di grande valore storico. La Sovrintendenza ha stimato i danni al patrimonio artistico a oltre 750mila euro. Il sindaco di Bitonto, Nicola Pice, e altri professionisti coinvolti nell'inchiesta sono stati iscritti nel registro degli indagati. L'inchiesta è stata avviata dopo la segnalazione della Sovrintendenza e coinvolge anche la procura di Bari.
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