CONDONI edilizi sulla base di atti amministrativi falsi, o di fittizie attestazioni notarili. Omesse chiusure di fiorenti esercizi commerciali e circoli privati. Il tutto, all'ombra di quella che al momento è soltanto un'ipotesi: giri di mazzette, o quantomeno scambi di favori tra funzionari e impiegati della pubblica amministrazione e i titolari degli esercizi commerciali fuori legge e dei proprietari dei fabbricati abusivi, alcuni dei quali, peraltro, sarebbero personaggi molto noti. L'indagine del pm Carlo La Speranza sugli abusi edilizi commessi nel parco archeologico più grande d'Europa, il parco dell'Appia Antica, sta scoperchiando un vaso di Pandora nel quale sono finiti, al momento, tre vigili urbani in servizio presso l'XI gruppo, iscritti ("ma è un atto dovuto", precisano gli inquirenti) nel registro degli indagati con l'accusa di falso in atto pubblico, un notaio e diversi titolari di esercizi commerciali e licenze edilizie. Nel mirino dell'inchiesta, inoltre, ci sono anche numerosi atti amministrativi firmati da funzionari e impiegati in servizio presso l'XI circoscrizione (che è competente appunto sul territorio del parco): sette di loro, tra i quali il responsabile dello sportello unico attività produttive e commercio dell'XI municipio, sono state ascoltate dagli investigatori come persone informate dei fatti. Accertamenti sono stati svolti anche sull'operato dell'Ente Parco, che ha in gestione l'area con lo scopo, tra gli altri, di arginare le situazioni di illegalità. Le indagini della procura di Roma sugli abusi edilizi commessi nel parco dell'Appia Antica sono iniziate più di un anno fa, come corollario di un'altra indagine, quella sulle presunte violazioni compiute in un'altra area 'protetta' iscritta nell'elenco istituito con la legge 29 del '97, il parco di Veio. Tra il materiale finora raccolto nel voluminoso dossier consegnato al pm La Speranza dai vigili urbani dell'VIII gruppo, che stanno svolgendo le indagini su delega della procura, ci sono fotografie e filmati che documentano una serie di abusi edilizi e violazioni della legalità anche da parte di esercizi pubblici che da decenni - in epoca antecedente all'entrata in vigore delle attuali leggi di tutela delle aree archeologiche - hanno sede nel territorio del parco. Sulla posizione di uno di questi (si tratta di un noto ristorante) gli investigatori sospettano atteggiamenti di favore a beneficio dei titolari dell' esercizio da parte di pubblici impiegati: in particolare, a ormai 4 mesi di distanza da un'ispezione svolta da personale della Asl, che avrebbe accertato per quest'esercizio gravi carenze di requisiti igienico-sanitari, non sarebbe ancora stata emessa da chi di dovere ordinanza di chiusura. Soltanto i risultati dei futuri sviluppi dell'inchiesta potranno verificare se le irregolarità dei pubblici ufficiali firmatari degli incartamenti sospetti abbiano agito in buona fede o "per errore", come alcuni degli indagati avrebbero sostenuto. O se a carico degli stessi ci siano gli estremi per proseguire nell'azione penale.Oltre al falso in atto pubblico, gli altri reati ipotizzati sono abuso d'ufficio e omissione d'atti d'ufficio. Resta poi da scoprire con quale fine o in cambio di cosa tali reati sarebbero stati commessi.
CONDONI EDILIZI: Appia antica, inchiesta sugli abusi
Un'inchiesta della procura di Roma sta scoprando abusi edilizi nel parco dell'Appia Antica. Tra gli indagati ci sono tre vigili urbani, un notaio e diversi titolari di esercizi commerciali e licenze edilizie. Gli investigatori hanno trovato atti amministrativi falsi e omelette di chiusure di esercizi commerciali. Sono stati ascoltati funzionari e impiegati dell'XI circoscrizione, tra cui il responsabile dello sportello unico attività produttive e commercio. L'Ente Parco è stato anche oggetto di indagini. Le indagini sono iniziate più di un anno fa come corollario di un'altra indagine sul parco di Veio.
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