L'altro giorno, dalla pagine di questo giornale, il Presidente Galan è intervenuto nel merito di un incontro tenutosi a Padova con Davide Croff, il Presidente della Biennale. Incontro da me sollecitato perché ritengo che la Biennale, se vuole crescere, debba aprirsi al territorio: Biennale e Mostra del Cinema sono infatti una risorsa per tutto il Veneto. Da quanto poi il Presidente Galan scrive, nel suo ruolo di assessore alla Cultura, vengo a scoprire tutto «un mondo» sulle politiche e le istituzioni culturali del Veneto. Innanzitutto che la Regione ha un Programma per la cultura comprensivo di tutto ciò che accadrà in Veneto, da Verona a Venezia, da Oderzo a Vicenza, da Bassano a Jesolo, da Padova a Cortina, da oggi, così si dice, al 2010! Si ho letto bene: da oggi al 2010!. E sì, noi poveri parlamentari di provincia tiriamo a campare; ogni anno dobbiamo difendere il mondo della cultura dai tagli, che di finanziaria in finanziaria, questo governo ha apportato alle risorse per lo spettacolo dal vivo, il famoso FUS, agli investimenti a tutela del nostro patrimonio culturale, al sistema delle soprintendenze, agli Archivi, ai Conservatori, alla stessa Biennale e quindi alla Mostra del Cinema di Venezia. Invece, in Veneto, estremo baluardo delle politiche per la cultura, non abbiamo solo un Assessore-Presidente, ma una sorta di Gran Pianificatore. Qui non si scherza, si pianifica: fino al 2010. Qui c'è il Piano quinquennale: patate, bietole, barbabietole, trattori e cultura. La verità è che in questi ultimi anni si è discettato di devolution ma sul tema, strategico, delle politiche culturali non si è stati in grado di ripensare i rapporti centroperiferia, ovvero tra stato e governi territoriali, in primis le regioni. Vale per la tutela del patrimonio storico, artistico, archeologico, dove ci si è dovuti difendere dal rischio che norme sbagliate, come quelle istitutive della Patrimonio Spa o del «silenzio-assenso», comportassero la dismissione di beni culturali espressione della nostra identità territoriale: si pensi solo alla ventilata vendita del Castello Carrarese nel centro storico di Padova, fortunatamente restituito ai padovani. Per non dire del paradosso per cui l'Italia è ancora oggi il Paese europeo con le politiche della cultura più centralizzate: è il caso delle politiche di sostegno allo spettacolo dal vivo. Ad onor del vero il centrosinistra, con la riforma del Titolo V, aveva previsto nuove e accresciute competenze regionali in materia. Non è certo colpa del Presidente Galan se la legge quadro sullo spettacolo langue a Roma da quasi 5 anni; ma di certo la responsabilità è di questo governo e dei suoi Ministri della Cultura. Il vero problema è che con la Legge quadro sullo spettacolo, sollecitata da tutte le Regioni, quindi anche dal Veneto, si procederà con una progressiva regionalizzazione del Fondo Unico dello Spettacolo. Quando si tratterà di dividere le risorse le regioni oggi penalizzate non faranno sconti al Veneto, che avendo ben 2 Fondazioni Lirico-Sinfoniche, Fenice ed Arena, che ricevono 32,5 milioni di euro, dovrà difendere con forza le sue posizioni. Se si considera poi che il Veneto riceve, senza considerare la Biennale, 40 milioni di euro, e che il taglio al FUS è ora pari al 23, significa che, oggi, non nel 2010, le istituzioni culturali venete riceveranno in meno qualcosa come 9,2 milioni di euro. Dalle Tabelle della Finanziaria, in discussione alla Camera, si ricava agevolmente come le risorse per la cultura siano ancora decrescenti, a dispetto anche degli interventi di Galan: il FUS è sceso infatti a 385 milioni di euro, contro i 491 del 2005, mentre per il 2006 ed il 2007 lo si è addirittura ridotto a 300 milioni di euro. Il che significa che se Galan non vuole chiudere o ridimensionare drasticamente la produzione culturale in Veneto deve dire con quali risorse integrerà il suo bilancio; diversamente per le nostre Fondazioni Liriche, per lo Stabile del Veneto, per le Istituzioni concertistico orchestrali, per la Mostra del Cinema, per le circa 300 tra istituzioni ed associazioni culturali che ricevono risorse dal FUS si annunciano, grazie a questo governo, tempi cupi. Insomma, Presidente Galan, mi scusi se mi occupo di tali questioni dove Lei si ritiene dominus, e se per farlo incontro persone ed istituzioni del Veneto. Lei pensa al 2010 e pare ritenere che si viva nel migliore dei mondi possibili, io, più prosaicamente, temo che, se non vi sarà un deciso cambio di strategia nelle politiche della cultura, molte prestigiose istituzioni della nostra Regione non vedranno l'alba del 2007. Infine, quanto alla forma, voglio ricordarle che quando si era a scuola assieme, Lei era un giovane e simpatico liberale, torni ad esserlo, avrà sempre la mia simpatia e la mia leale collaborazione a favore delle istituzioni culturali del Veneto. Responsabile Nazionale Cultura Margherita- Ulivo