Paradossi: l'Italia, centro mondiale del patrimonio artistico e monumentale, si permette di nascondere i suoi tesori negli scantinati museali e ospedalieri. Si tutelano frammenti infinitesimali di scavi archeologici ma si distruggono, con un semplice atto amministrativo, esempi di architettura razionalista nel centro storico di Roma da Teca di Morpurgo che custodiva l'Ara Pacis. Si fanno leggi sui frontalini dei balconi ma s'ignorano le città di Fondazione. Proprio così: nel Paese a più alto tasso europeo di legificazione, regolamentazione, classificazione, catalogazione, quegli esempi urbanistici di architettura razionalista sortì tra gli Anni Venti e Quaranta del XX secolo non compiano nelle normative di tutela nazionale. Si tutelano gli uccelli, le patate, le baie, i pozzi, le borgate, ma non città come Latina e Sestriere, non quartieri-modello tipo Macchia Scantona nel grossetano, Fertilia in provincia di Alghero, l'Eur e il Foro Italico a Roma. La politica degli ultimi 60 anni ha preferito rimuovere quella parte della storia politica e architettonica italiana, censurando per furore ideologico non solo un modello urbanistico ma anche una prospettiva di sviluppo urbano compatibile. E mentre le università di tutto il mondo da almeno tre decenni riscrivono una parte della nostra storia architettonica pubblicando centinaia di libri, l'Italia ha appena cominciato... Noi ci siamo già messi al lavoro e non da oggi. Già nel 2001 Alleanza nazionale fece approvare una legge in Consiglio regionale del Lazio per la loro valorizzazione. Ora i tempi sono maturi affinchè si possa riaprire questo capitolo della storia con la presentazione di una proposta di legge nazionale che recuperi dall'oblio le città e i nuclei di fondazione. Ed è poi questa, in sostanza, la premessa culturale che sottende al convegno di oggi sul Foro Italico. Un appuntamento con il quale Alleanza nazionale scommette sul proprio futuro attraverso la riscoperta architettonica del recente passato. È stato approntato un disegno di legge nel quale, in virtù del preminente interesse nazionale, la Repubblica promuove la conoscenza, il recupero e la valorizzazione di questo patrimonio architettonico e urbanistico, estendendo l'intervento di tutela anche a livello intemazionale. Siamo convinti infatti della necessità che l'Unesco tuteli questi esempi di urbanistica razionalista che ha come simbolo Latina, nella proposta designata capitale delle città di Fondazione ma che ha avuto la sua estensione in tutta Italia: da Aosta a Caltanissetta passando attraverso le "rosse" Toscana ed Emilia Romagna, la Calabria, l'Abruzzo, la Campania, la Basilicata, la Sardegna. Insomma, tutte le regioni italiane hanno conosciuto... (anzi misconosciuto) le città di fondazione. La proposta si prefigge di realizzare iniziative finalizzate al recupero, alla salvaguardia e al restauro del patrimonio edilizio esistente, allo scopo di preservarne l'identità definita dal rapporto con il territorio; la predisposizione di nuove strategie dì sviluppo locale mirate al completamento urbanistico dei progetti originali anche attraverso il ricorso agli interventi di sostituzione edilizia perseguendo contemporaneamente il miglioramento della fruizione; creazione di nuovi insediamenti urbani o elementi di arredo e decoro urbano culturalmente ed esteticamente coerenti con l'architettura tradizionale e razionalista; il disegno di legge punta anche sul rilancio turistico, produttivo ed economico delle aree interessate. E per supplire al vuoto storiografico in materia, è prevista un'attività di valorizzazione culturale delle città e dei nuclei di fondazione tramite studi a carattere architettonico, storico e antropologico, censimento e catalogazione dei beni culturali, la promozione di eventi, manifestazioni e mostre e potenziamento delle strutture museali già presenti sul territorio. Sarà forse azzardata come ipotesi: ma sono certo che questo è il primo vero passo culturale e identitario di un'Italia unita e federalista che trova nella valorizzazione delle realtà locali quel filo rosso che le unisce alla memoria storica comune.
Una legge a tutela dei centri di fondazione
L'Italia, centro mondiale del patrimonio artistico e monumentale, nasconde i suoi tesori negli scantinati museali e ospedalieri. Si tutelano frammenti infinitesimali di scavi archeologici, ma si distruggono esempi di architettura razionalista nel centro storico di Roma. La politica degli ultimi 60 anni ha preferito rimuovere la storia politica e architettonica italiana, censurando un modello urbanistico e una prospettiva di sviluppo urbano compatibile. Alleanza nazionale ha fatto approvare una legge nel 2001 per valorizzare le città di fondazione, e ora propone una legge nazionale per recuperare dall'oblio le città e i nuclei di fondazione.
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