Bolzano. La Provincia di Bolzano ha istituito un Centro servizi museali, con il compito di coordinare, sostenere lo sviluppo e favorire la professionalità nelle attività dei musei anche con adeguate politiche di marketing e di immagine finanziate dallo stesso ente. Si tratterà, quindi, di una struttura strategica, alla quale però l'amministrazione ha impresso da subito un marchio etnico, istituendo il centro presso l'assessorato alla Cultura tedesca e non presso quello ai Beni culturali. E questo nonostante l'impegno della nuova struttura sia rivolto principalmente ai musei pubblici e privati che fanno riferimento ai diversi ambiti della vita sociale e culturale della provincia e alle espressioni delle comunità delle diverse lingue. «La costituzione di una struttura al servizio di tutti i gruppi linguistici presso l'assessorato alla Cultura in lingua tedesca commenta il consigliere provinciale di An, Alessandro Urzì appare mortificante e svilente per l'immagine e il ruolo del gruppo italiano al servizio delle politiche culturali. Sostanzialmente precisa - si sottrae al gruppo italiano lo stesso diritto formale a partecipare alle scelte generali di organizzazione della politica museale. La scelta compiuta, infatti, significa riconoscere un primato etico e etnico al gruppo linguistico tedesco e ridurre quello italiano a un ruolo di spettatore». La decisione della Provincia segue di pochi giorni la bocciatura in Consiglio dì un disegno di legge volto a ricollocare anche amministrativamente la branca più generali "musei" sotto la Ripartizione ai Beni culturali. Nel recente passato, infatti, un primo segnale nel senso delle decisioni confermate in queste ore era già stato assunto dalla Provincia che aveva scorporato i musei dall'assessorato alle politiche culturali (anche strutturalmente orientato verso la cura dei profili culturali di tutti i gruppi linguistici) per assegnarli ai funzionari dell'assessorato alla " cultura tedesca. E solo tedesca. Un atto di forza ignorato a suo tempo dalla sinistra e che oggi conosce la sua estrema, ma logica conseguenza.