«Dopo minuziosi lavori di adeguamento nella Cappella del Duomo di Castelfranco, la Pala del Giorgione, perfettamente restaurata, torna al sicuro nel suo luogo di origine, prima di Natale». È uno dei passi dell'intervista al direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto Pasquale Malara che apparirà nel sito del ministero per i Beni e le Attività culturali www.beni-culturali.it nella rubrica Parola alle Soprintendenze. Malara conferma che si sta procedendo ai lavori nella Cappella Costanza del Duomo di Santa Maria Assunta e San Liberale a Castelfranco per la ricollocazione della Pala del Giorgione. Per quanto concerne il possibile impatto per Venezia, già congestionata dal turismo di massa, «l'ampliamento del percorso espositivo e il potenziamento dei servizi delle Gallerie dell'Accademia a Venezia, i cui lavori sono in corso, costituiscono un impegno importantissimo dell'Amministrazione per i beni culturali, il Polo museale veneziano - titolare delle Gallerie e la Soprintendenza di Venezia, responsabile dei lavori - sta sviluppando un programma rilevante per un obiettivo fondamentale per questa Città: dare spazio a un'utenza interessata e consapevole». Sui progetti che la Direzione ha in accordo con i comuni, Malara evidenzia che «I rapporti di lungo respiro con le amministrazioni comunali, ampiamente previsti dal Codice dei beni culturali, rappresentano la vera possibilità per sostenere azioni durature di salvaguardia dei beni culturali, sia sul piano del restauro architettonico, esteso alla tutela dei centri storici, che su quello, altrettanto arduo, dell'archeologia. L'estesa presenza dei musei civici in Veneto determina la necessità di tale pratica collaborativa anche in relazione al patrimonio storico-artistico offerto al pubblico godimento. Ugualmente importanti sono gli accordi con le istituzioni religiose territoriali detentrici del ricchissimo patrimonio diffuso d'arte sacra. Accordi di programma sono in corso con la Regione per interventi in zone ammesse al finanziamento europeo. Accordi sono in atto con Venezia per il Grande Arsenale, con Padova per il Castello dei Carraresi, con Treviso e Belluno per i rispettivi sistemi museali». E per quanto riguarda il sistema delle Città murate? «È importante procedere -sottolinea - anche per incentivazioni tematiche: le città murate (Cittadella, Castelfranco, Montagnana, la stessa Verona e tante altre), la riscoperta dei fronti fluviali, delle zone umide». Rispetto infine a una maggiore godibilità del paesaggio culturale della Riviera del Brenta, il direttore regionale evidenzia che «può essere la conseguenza dell'ultima riflessione. L'andamento del fiume Brenta (da Padova alla laguna di Venezia) ha modellato nei secoli una fascia di splendide ville nobiliari con i giardini all'italiana. Nel tempo, la strada lungo fiume ha avuto caratteristiche sempre più marcate di asse di traffico. Un piano paesistico, elaborato insieme alla Regione, potrebbe contrastare questa tendenza attraverso l'elaborazione di altre scelte di viabilità, per conferire all'itinerario rivierasco le suggestioni e la sicurezza dovute».