Aperta al Parco della Musica la "bibliomediateca" dell' Accademia. Una biblioteca fatta di note. Volumi rari, spartiti e nastri dell'archivio di Santa Cecilia. Tutti i concerti registrati, 120mila libri e settemila manoscritti oltre 20 mila fotografie L'INGRESSO è libero, bisogna soltanto registrarsi, prendere una password e poi si può passeggiare fra gli scaffali ancora profumati di nuovo, sedere ai tavoli bianchi e sfogliare le riviste di musica, sistemarsi ad una delle postazioni multimediali e ascoltare in cuffia un concerto di tanti anni fa, un'esecuzione rara, pregiata, di quel direttore d'orchestra memorabile per cui non c'erano più biglietti. È aperta da oggi la nuova Bibliomediateca dell'Accademia di Santa Cecilia, imponente repertorio storico culturale che ha trovato la sua sede in uno spazio luminoso e moderno nei settecento metri quadrati dell'Auditorium-Parco della Musica. Il contenitore è pregevole: tavoli, scaffali e arredi, nei toni caldi del famoso ciliegio americano di cui sono rivestite le tre sale, sono firmati da Renzo Piano. Il contenuto è inestimabile e di massimo interesse per musicofili, studiosi e studenti ma anche per i semplici appassionati. I depositi, accanto alle sale di lettura e poco più in là nei sotterranei della Sala Santa Cecilia custodiscono oltre 120 mila volumi, tra cui settemila manoscritti, oltre ventimila fotografie e un migliaio di registrazioni di concerti a cui si aggiungono 650 metri quadrati di scaffali aperti. Le postazioni di lettura sono ottanta, l'ingresso lungo il viale che porta alla Cavea, accanto alla libreria. La bibliomediateca - è una biblioteca ma punta molto sui supporti informatici e audiovisivi, da cui il brutto doppio nome - apre al pubblico per la prima volta i fondi preziosi raccolti lungo i secoli dall'Accademia di Santa Cecilia ed è stata inaugurata ieri da tutte le autorità possibili, segno dello sforzo congiunto in tempi di magra anche per la cultura. Il presidente dell'Accademia, Bruno Cagli ha tagliato il nastro mano nella mano con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, seguito da Walter Veltroni ed Enrico Gasbarra oltre al viceministro ai Beni culturali Martusciello e ai dirigenti del Parco della Musica. La Bibliomediateca è nata con il sostegno delle istituzioni pubbliche, dallo Stato che ha contribuito con 250 mila euro alla Provincia (che da oggi è tra i soci dell'Accademia) ma anche dei priva ti come Ibm Italia ed Enel che ha realizzato e coordinato il progetto tecnico fornendo il sistema informativo di gestione dei contenuti. I supporti informatici consentono piccoli miracoli inimmaginabili nelle grandi strutture della città. Qui non esiste più il modulo di carta per la richiesta e i tempi di consegna saranno al massimo di un quarto d'ora, assicura la direttrice Annalisa Bini. Tutti potranno consultare partiture, documenti sonori che costituiscono l'insieme dei materiali che fanno parte dell'Accademia ceciliana mai ordinati e resi pubblici. Sono i fondi conservati dal 1874 nella biblioteca del conservatorio di Santa Cecilia cui si sono aggiunte le donazioni di direttori e compositori. Qui non esistono cataloghi cartacei: tutto è su internet ed è consultabile anche dal proprio computer, a casa. Gli utenti possono inviare le richieste o sfogliare con il mouse i manoscritti preziosi, fare domanda per una fotografia di una locandina o di una esecuzione. E tra le chicche si segnalano i carteggi di compositori come Stravinsky, gli spartiti autografi di tanti maestri. Poi c'è l'archivio sonoro che consente, soltanto digitando il nome di un compositore, di visualizzare e ascoltare le esecuzioni avvenute presso l'Accademia nel corso degli anni. Un archivio già sterminato a cui si aggiungerà quello delle registrazioni di Musica per Roma, con tutti i suoi concerti.