CAGLIARI. La Sella del Diavolo è all'esame della Commissione Europea ed entro febbraio si saprà se il promontorio diventerà un parco finanziato dall'Ue su richiesta della Provincia che ha messo allo stesso tavolo militari, ambientalisti e il Comune, lo stesso dove, anni fa, quando guardavano la Sella si facevano venire in mente funivie e ristoranti sulla sommità. Se passerà il progetto della Provincia la Sella del Diavolo sarà un parco naturale e archeologico in cui i militari lasceranno il passo ai visitatori come già ora avviene, d'altronde, ma non in modo organizzato e con limitazioni tuttora visibili. Nelle intenzioni di Provincia e soci c'è anche quella di mettere un cappello sopra la sedia, se un giorno i militari se ne andranno. «Per la prima volta spiega Piero Comandini assessore alle attività produttive militari e ambientalisti hanno lavorato a un progetto comune e, con noi, partner ci sono la provincia di Palermo e una provincia greca: la comunanza dei progetti sta nel fatto che anche in altre regioni del Mediterraneo si è guardato a luoghi di proprietà militare che potrebbero anche essere dismessi ma che i militari, già da ora, non hanno avuto difficoltà ad aprire ai cittadini». A proposito di «prime volte», Comandini ci tiene a sottolineare un altro passaggio: «Gli enti hanno pensato alla valorizzazione di un'area militare che naturalmente dovrà tornare alla collettività». Il progetto Life natura ha due scopi: preservare il promontorio e facilitare l'accesso dei cittadini. Facilitare non significa spianare strade sui fianchi del colle ma tenere puliti i percorsi, marcare i percorsi e allestire un punto ristoro minimo, naturalmente non sulla sommità che non è vasta ma riesce a contenere una macchia mediterranea bellissima, i resti di un tempio punico dedicato ad Astarte, quelli di un monastero benedettino, i fortini di avvistamento della seconda guerra mondiale, una cisterna punica scavata nella roccia di 27 metri, i resti di una strada punico-romana dove si notano le impronte dei carri e, poco sotto, il pozzetto punico sotto il quale arrivavano i naviganti a prelevare acqua dolce e che ha dato il nome all'intera spiaggia, appunto, Poetto. Di recente l'università di Cagliari ha promosso scavi vicino al luogo dove era stato rinvenuto un frontone del tempio di Astarte, edificio realmente esistito e di cui non c'è quasi più traccia perché vi sorse sopra un monastero cristiano. Lo scavo darà conto delle sovrapposizioni e certo rappresenterà un'ulteriore attrattiva. La macchia mediterranea ha agavi di svariati metri e un timo particolarmente odoroso. I primi a segnare la strada della collaborazione coi militari sono stati gli ambientalisti di Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra, ora inseriti nel progetto, che già da qualche anno hanno marcato i sentieri con segni di colore grigio-verde di tintura naturale. Il successo delle visite guidate tenute gratuitamente dai due gruppi ambientalisti ha dimostrato l'opportunità di un recupero totale alla collettività della Sella.