Presentata una interrogazione parlamentare sugli interventi "La misura è colma. Siamo qui per denunciare la dissennata politica di saccheggio del territorio. E quindi diciamo no ad ogni tipo di speculazione a Rignano e altrove". Questo in sostanza quanto ha detto ieri mattina l'onorevole Riccardo Migliori di An, durante la conferenza stampa organizzata dal capogruppo consiliare Ilario Palmisani e alla quale ha partecipato anche il consigliere provinciale Nicola Nascosti. Migliori ha tenuto a sottolineare che percorrendo la strada che da Bagno a Ripoli porta a Rignano si nota chiaramente un dispregio straordinario delle colline fiorentine e l'urbanizzazione a Le Corti è emblematica, tant'è che ha presentato al ministero per i beni ambientali e le attività culturali una interrogazione parlamentare per sapere se tutti i vincoli urbanistici-paesag-gistici siano stati attentamente considerati e rispettati. La vicenda de Le Corti, nonostante il pronunciamento favorevole del Tar, per An, quindi, non è affatto chiusa. E non è chiusa neppure la variante di Troghi, né la storia della terza corsia sulle quali è stato espresso un secco no. "Noi - ha specificato Migliori - apriamo una questione in questa parte della provincia di Firenze che riguarda il futuro di quest'area. La battaglia di Palmisani e di diversi gruppi dell'opposizione a Rignano, altre a Bagno a Ripoli e anche le forti critiche del nostro gruppo consiliare a Reggello sulla politica urbanistica del comune di Reggello, non sono battaglie di carattere localisti-co. I cittadini richiedono una forte capacità di tutela ambientale perché sanno che questo ambiente è una ricchezza anche in tenni socio-economici per il territorio". Migliori ha evidenziato un chiaro braccio di ferro fra la logica urbanistica che finisce per essere il depauperamento del territorio e le esigenze di salvaguardia del territorio stesso. Per cui solleciterà il Ministero dei beni ambientali e la Soprintendenza per un rigido vincolo di tutte le zone collinari del Valdarno. Nascosti ha annunciato che chiederà la revisione del Piano di coordinamento provinciale.