Da domani al 'Rondò di Bacco' Sono esposte decine dì opere recuperate dall'Arma dopo la sparizione E' consultabile la banca dati dei beni illecitamente sottratti Una ventina di opere di genere e epoche diverse che hanno in comune il fatto di esser state rubate e poi recuperate dal nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Firenze e restituite ai loro legittimi proprietari, enti pubblici, parrocchie, privati. E' «II Museo ritrovato», la mostra che si inaugura domani al Rondò di Bacco, occasione per evidenziare l'attività che viene svolta dall'Arma al servizio dell'arte in stretta collaborazione con la Direzione regionale per i beni culturali e le locali soprintendenze. Senza entrare nel merito di valore e qualità, va ricordato che nella sola Toscana nel corso del 2004 sono state rubate 7800 opere e ne sono state restituite 55, oltre a numerosi reperti archeologici. Quest'anno invece il numero degli oggetti trafugati è sceso, ad oggi, a 1241 unità denunciate, con 35 «lieto fine» e 7000 controlli effettuati sul territorio. A tal proposito, in mostra è possibile consultare la «banca dati dei beni illecitamente sottratti» gestita dal comando carabinieri. Fino a gennaio viene dunque esposta una preziosa selezione di dipinti, miniature, pezzi archeologici da scavi clandestini, oggetti ripescati dal relitto del Pollux naufragato nell'800: tutte cose recuperate in Italia e all'estero a partire dagli anni Settanta, fino al recupero-lampo, che risale a pochi giorni fa (e quindi rimasto fuori dal catalogo della mostra edito da Sillabe), di alcuni dei dipinti asportati dalla Villa Brandi nel senese. Ogni pezzo con la sua storia investigativa alle spalle su cui gli specialisti dell'Arma non amano soffermarsi, salvo citare, in epoca di globalizzazione, la sinergia con le autorità, case d'aste e studiosi internazionali e la collaborazione con Scotland Yard per il felice ritrovamento a Londra di un Benozzo Bozzoli (ora in mostra) rubato in una chiesa di Calci. Ci sono opere fatte a pezzi, salvate dall'esser disperse sul mercato illegale internazionale, altre con primati poco invidiabili, come nel caso della trecentesca Madonna e Santi, un tempo nel Convento di Santa Maria dell'Incontro, che è stata rubata due volte in pochi anni, segata in tre parti e oggi definitivamente ricomposta e conservata nei depositi del Santuario della Verna. Pratica comune quella di tagliare e smembrare i dipinti per renderli meno riconoscibili (fondamentale quindi disporre di foto), più appetibili dal punto di vista commerciale. Basti pensare a quella pala d'altare del '700 esposta, trafugata nel '93 dalla chiesa di Barbiana e «moltiplica-tasi» in diversi quadri da salotto o da camera, tanti quanti erano i personaggi raffigurati.
'II museo ritrovato' Ecco i tesori salvati dai carabinieri
Domani si apre al Rondò di Bacco la mostra "Rondò di Bacco" con decine di opere recuperate dall'Arma dopo la sparizione. Le opere sono state recuperate da diverse epoche e generi, tra cui dipinti, miniature e pezzi archeologici. La mostra è una collaborazione tra l'Arma e la Direzione regionale per i beni culturali e le locali soprintendenze. La mostra è anche un'occasione per evidenziare l'attività dell'Arma al servizio dell'arte. La mostra include opere che sono state rubate e poi recuperate, come una Madonna e Santi del '300, e opere che sono state recuperate in Italia e all'estero.
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