Si sposterà da via Tasso in via Bronzetti, in un edificio ancora in costruzione Saranno allestiti 16 chilometri di scaffalature. Il trasferimento entro il 2007 SI era parlato dell'ex caserma Galgario, di Sant'Agata In Città Alta, a un certo punto si vociferò anche della vecchia sede della Centrale del latte di via San Fermo. Alla fine, accantonate le tantissime trattative riguardanti i beni demaniali, l'Archivio di Stato ha deciso di sbrigarsela da solo. Farà armi e bagagli da via Tasso, e cioè dai locali di proprietà degli Istituti educativi, dove attualmente si trova, e se ne andrà in via fratelli Bronzetti, nell'edificio tuttora in costruzione (il cosiddetto Centro Progresso), più o meno all'altezza dell'incrocio con via Codussi. Da un immobile in affitto (quello ormai scaduto e prorogato da anni con gli stessi Istituti educativi) a un altro: «La politica di dismissione dei beni demaniali -spiega Maria Pacella, vicedirettrice dell'Archivio di Stato di Bergamo retto attualmente da Maurizio Savoja - consente solo operazioni di questo genere. Il contratto non è ancora stato firmato; dato che la parte burocratica per le indispensabili autorizzazioni da Roma deve ancora concludersi. L'intenzione è comunque di trasferirci al più presto, comunque entro il 2007». Dove verranno allestiti i 16 chilometri di scaffalature indispensabili ad archiviare migliala di faldoni? «Dovremmo occupare il piano terra soppalcato e il seminterrato-aggiunge la vicedirettrice - si tratta di una superficie che è più del doppio di quella attuale (circa 2.100 metri quadri, ndr). Non ne avanzerà comunque molto: dovremo infatti archiviare tutti i documenti degli Uffici statali». Non dimentichiamo infatti che negli anni scorsi l'Agenzia delle entrate, solo per citare l'esempio più noto, era stata costretta a trasferire parte del proprio archivio nella caserma Li Gobbi tra via Suardi e via Giovanni da Campione e una parte di questi documenti ufficialmente quella destinata al macero - era letteralmente accatastata alla rinfusa in balia dei topi. Ora si potrà sistemare il tutto. Certo non sarà un trasloco facile, di mezzo non ci sono solo 730 e 740, ma documenti di grande valore storico. Lascia comunque un po'di amaro in bocca la constatazione di come lo Stato non riesca ad andare d'accordo con se stesso: da una parte un'istituzione statale, l'Archivio appunto, in cerca da anni di una nuova sede, dall'altra decine di spazi liberi e in vendita, che fanno sempre capo al Demanio. Peccato, 'perché dopo anni di trattative nella grossa partita tra Comune e Stato qualcosa si stava anche muovendo. «L'obiettivo - ha recentemente dichiarato l'assessore all'Urbanistica Valter Grossi - resta quello di stabilire, entro un anno, un programma di lavoro con priorità, funzioni e destinazioni finali degli immobili. Un programma che non può naturalmente prescindere dall'altra grande sfida urbanistica, quella di Porta Sud, e dal coinvolgimento della Provincia». Un anno decisivo, insomma. Anche per l'Archivio di Stato, che l'alternativa se l'è già trovata.
Bergamo. L'Archivio di Stato trasloca
L'Archivio di Stato di Bergamo si sposterà da via Tasso in via Bronzetti entro il 2007. L'edificio in costruzione sarà utilizzato per allestire 16 chilometri di scaffalature per archiviare documenti. Il trasferimento sarà effettuato dai locali degli Istituti educativi in via Tasso. L'Archivio di Stato ha deciso di sbrigarsela da solo, dopo aver accantonate le trattative riguardanti i beni demaniali. La politica di dismissione dei beni demaniali consente solo operazioni di questo genere. Il piano terra e il seminterrato dell'edificio in costruzione saranno utilizzati per archiviare i documenti.
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