Si è conclusa a Paestum la Borsa mediterranea del turismo archeologico: l'Isola presente con un grande padiglione Le testimonianze della Sardegna antica anche quest'anno sono state tra le principali attrazioni dell'ottava edizione della Borsa del turismo archeologico di Paestum, che si è chiusa ieri nella cittadina campana. Le immagini giganti del nuraghe Losa, del tempio a pozzo di Santa Cristi-na, delle terme romane di Forum Traiani e dei compendi archeologici di Tharros e di Iloi -tanto per citare i siti scelti dal Gai del Montiferru e dalla Provincia di Oristano - erano in mostra nell'affollato padiglione interamente dedicato ai beni archeologici dell'isola e contraddistinto dallo slogan "Sardegna a cielo aperto". BILANCIO. I grandi numeri di questa edizione confermano la rilevante importanza della Borsa di Paestum e dettano un modello non solo per gli operatori del settore, ma anche per le pubbliche amministrazioni e le istituzioni, sempre presenti in maniera massiccia. Ecco qualche cifra: 180 espositori, 155 tra conferenze e convegni, cento giornalisti accreditati, 350 relatori (molti nomi di fama internazionale), 110 buyers esteri in 12 mila metri quadri di esposizione. Un volume complessivo di affari di molti milioni di euro per un business che si svilupperà nel prossimo anno. I visitatori sono stati oltre centomila. Il viceministro per i Beni culturali Antonio Martusciello, presente alla Borsa, ha evidenziato «la necessità della collaborazione con i privati per far ulteriormente aumentare la quota del turismo culturale in Italia già cresciuta del 5 per cento». «L'anno scorso - ha osservato Martusciello - oltre 7 milioni di euro sono stati destinati alla tutela e alla conservazione di siti archeologici». Un paese, l'Italia, dove è presente oltre il 50 per cento dei beni culturali del mondo e che figura al primo posto dell'elenco Unesco sul patrimonio mondiale dei beni artistici da tutelare. NUOVE TECNOLOGIE. Il viceministro ha ribadito l'importanza delle nuove tecnologie applicate alla cultura che «agevolano lo sviluppo futuro del turismo culturale ed archeologico» e ha ricordato come sia in atto la digitalizzazione di tutti i tesori d'arte presenti in Italia. «Sarà presto possibile ricevere immagini di scavi archeologici in diretta e in tre dimensioni sul proprio computer», ha concluso Martusciello.. Un segnale assolutamente positivo - stato rilevato durante un convegno - si è invece levato a favore di una stretta collaborazione tra pubblico e privato in un quadro normativo e legislativo generale valido su tutto il territorio nazionale e che oggi colpevolmente manca. Nei tre giorni della Borsa è stato fitto il calendario di impegni e di incontri, di congressi e presentazioni, con una novità: l'invito agli studenti a convegni e dibattiti dedicati soltanto a loro, FINALITÀ.. «In breve sintesi - hanno spiegato gli organizzatori - le finalità della rassegna possono così venire elencate: promuovere siti e destinazioni archeologiche creando basi e presupposti concreti di integrazione tra diverse culture; favorire la commercializzazione di prodotti turistici specifici; contribuire alla destagionalizzazione dell'industria turistica incrementando le opportunità economiche, occupazionali». Ogni anno un Paese del Mediterraneo è ospite d'onore della Borsa: per questo 2005 la scelta è caduta sull'Algeria, il cui ministro del Turismo Nourredine Moussa, ha voluto significare , tra l'altro, «il comune senso di appartenenza culturale dei popoli mediterranei in forza della radice dominante dell'impero sul Mare Nostrum che fu di Roma» . LA SARDEGNA. L'Isola era ben rappresentata nella Sala Velia: 500 metri quadri di superficie per l'organizzazione della Sezione Eventi della Carlo Delfino Editore. In mostra nel padiglione grandi pannelli illustrativi delle ricchezze dei territori isolani a cominciare da quelli della Province di Cagliari, Nuoro, Oristano a quelle dell'Ogliastra e di Olbia - Tempio. Presenti anche l'Assessorato regionale del turismo, le due Soprintendenze per i Beni archeologici, il Gal Montiferru-Barigadu-Sinis , Archeogliastra e i Comuni di Ilbono, Lanusei, Osini, Tortolì Villagrande Strisaili , Olbia Sarroch.