"Il principio è giusto, ma chi ha oggetti di valore non si farà avanti». Antonio Paolucci, ex ministro ai Beni culturali, oggi soprintendente al polo dei musei fiorentini, approva lo spirito del nuovo disegno di legge, ma teme gli effetti limitati della sua efficacia. Dunque gli italiani, secondo lei, non consegneranno i loro tesori? «Temo di no, soprattutto se parliamo di oggetti di grande valore. Da noi c'è paura delle tasse, dei ladri, e nessuno uscirà allo scoperto, meglio restare nell'ombra, penseranno». Ma le piace come provvedimento? «Può essere valido, già se ne parlava quando ero io ministro. E poi il contributo dei carabinieri del nucleo rappresenta una garanzia». Pericoli? «Beh, qualsiasi condono porta con sé il rischio di allargare un abuso. Però in questo caso il provvedimento dovrebbe cicatrizzare il problema». Ma che tipo di patrimonio sommerso esiste in Italia? «Soprattutto oggetti di scarso rilievo, niente di straordinario. Immagino le piccole anfore etrusche in mostra sulla TV e nel salotto, non tesori custoditi chissà dove".