L'Eccellenza del Restauro Italiano nel Mondo, è il titolo della significativa mostra allestita, fino al 18 dicembre, negli spazi espostivi del Complesso del Vittoriano, Sala Alcide De Gasperi, ingresso, Iato Aracoeli. Complesso monumentale, che negli ultimi anni è diventato, grazie alla volontà del Presidente della Repubblica, un luogo simbolo dell'identità nazionale ma anche del saper fare italiano. L'esposizione, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è stata inaugurata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione. Curata da Giuseppe Proietti, Capo Dipartimento per la Ricerca, l'Innovazione e l'Organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è posta come obiettivo primario quello di raccontare, al grande pubblico l'attività dei numerosi interventi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali realizzanti cefi l'Istituto Centrale per il Restami, in luoghi di grande rilevanza cinturale a sostegno del patrimonio mondiale, ed è organizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia il quale ha inteso con questa mostra, documentare il significativo ruolo che l'Istituto Centrale per il Restauro, attraverso i propri tecnici e le maestranze specializzate, alfieri dell'identità italiana, svolge in varie realtà del mondo islamico, nel bacino del Mediterraneo e nel Vicino e Medio Oriente. Negli ultimi anni, infatti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in linea con quanto recita la Convenzione Internazionale sulla Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale del 1972, si è prefisso di sviluppare studi, ricerche scientifiche e tecniche in alcuni siti di grande rilevanza culturale per l'intero patrimonio mondiale, al fine di sostenere l'azione dei rispettivi stati atta ad assicurare la migliore tutela e conservazione, nonché valorizzazione, dei loro beni culturali e naturali. L'alta competenza italiana nel settore della ricerca archeologica e del recupero è riconosciuta a livello internazionale e ha permesso di ampliare nel tempo gli interventi all'estero, sia da un punto di vista prettamente pratico, ma soprattutto per la metodologia che precede ogni intervento. E' spesso proprio l'attività di ricerca e di documentazione a far sì che l'operato italiano possa distinguersi per la grande qualità e imporsi come leader a livello mondiale ..." L'Italia è una potenza mondiale in campo culturale, con un esercito composto, per difetto, da oltre quattro milioni di opere censite, da 100.000 chiese, 20.000 centri storici, 45.000 castelli e giardini, 35.000 dimore storielle, 2000 siti archeologici e 3.500 musei tra pubblici e privati. Non è solo una questione di numeri perché queste cifre dicono il cuore della nostra identità, della nostra storia. Con un patrimonio così grande - ha spiegato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione - era inevitabile che si sviluppasse parallelamente una speciale attitudine alla conservazione e alla tutela delle opere d'arte. Il restauro, dunque, è diventato quasi automaticamente parte integrante di questa immensa ricchezza. Così, oggi siamo credibili nel mondo sia perché nei secoli gli italiani hanno espresso cultura ai massimi livelli, sia perché abbiamo tecniche d'avanguardia nel campo, della conservazione. In un mondo sempre più piccolo e dove le distanze, si riducono l'Italia ha come inimitabile biglietto da visita i propri tesori d'arte"... Grandi interventi di restauro sono stati, quindi, effettuati in Cina, e segnatamente a Pechino nella Sala dell'Armonia Suprema, all'interno della Città Proibita,'il complesso architettonico cuore simbolico della capitale e dell'impero dove gli imperatori esercitavano il loro potere assolutistico, e nella Grande Muraglia, lunga circa 5760 km, la cui funzione doveva essere quella di respingere le pressioni delle popolazioni nomadi; in Iraq, al Museo Nazionale di Baghdad che ha subito gravi danni durante la guerra del 2003 a causa della quale sono state trafugate opere e oggetti antichi, e a Ninive, l'antica capitale tassia dove si trovano bassorilievi in alabastro che sono espressione della massima scultura figurativa umana di tutti i tempi; in Iran a Barn, la Cittadella Fortificata, rasa al suolo nel dicembre del 2003 dal terremoto, dove si stanno eseguendo i rilievi stratigrafici per lo studio e la conservazione del sito; in India ad Ajanta (cicli dipinti), e ad Ella (interventi delle grotte scavate) dove è stata attuata una Fattiva collaborazione elaborando un progetto di analisi e conservazione dei due complessi monumentali; in Afghanistan, a Kabul, dove sono stati catalogati, studiati e restaurati gli oggetti del Museo; in Egitto al Cairo, dove si è collaborato alla progettazione del nuovo allestimento del Museo Egizio e al restauro Palazzo Rosso, e ad Alessandria, dove si è partecipato alla ricostruzione della Biblioteca Alexandrina e alla sua nuova organizzazione; in Tunisia, a Cartagine, per la progettazione del Nuovo Parco Archeologico; in Libia a Leptis Magna (Arco Settimio Severo) e a Sabratha (Antico Teatro). Ci si è anche occupati della restituzione e anticipatamente del restauro della Stele di Axurn, poi trasportata in Etiopia. In seguito alle Convenzioni firmate dall'Italia con i singoli stati, sono stati anche realizzati dei Corsi di Formazione, con lo scopo di preparare e aggiornare gli operatori locali nella conservazione e nel restauro delle aree archeologiche, dei siti monumentali, dei complessi decorati e delle opere mobili esistenti nei paesi di appartenenza. Tale iniziativa ha interessato il Centro Nazionale di Restauro dì Pechjnora cui corso hanno partecipato studenti provenienti da 27 province cinesi su 33 e durante il quale sono stati restaurati vari oggetti archeologici; il Museo di Kabul; il Museo Nazionale di Baghdad, dove è stata organizzata la riapertura delle collezioni dei frammenti del Museo e restaurati gli oggetti provenienti da Ninive; la Moschea di Bajrakli e il Patriarcato di Péc nel Kosovo per interventi sul patrimonio cristiano-ortodosso ed islamico; il restauro dei Mosaici del sito archeologico di Djemjla in Algeria; i palazzi italiani di Buenos Aires, attraverso corsi per la conservazione architettonica. Si sono così stabilite, proficue collaborazioni e un profondo dialogo interculturale, preziosi strumenti di comunicazione fra i Paesi. L'esposizione si snoda attraverso una vasta serie di fotografie, rilievi fotogrammetrici, interventi filmici e ricostruzioni scenografiche con pannelli è grafici, verranno presentati gli straordinari siti coinvolti, avvalendosi delle più avanzate tecnologie ed esponendo, in alcuni casi, reperti originali restaurati e provenienti dai cantieri di formazione aperti a Pechino e a Baghdad. Dalla Cina (Shanxi Provincial Museum) si possono ammirare: un prezioso "Gui" in bronzo Dinastia degli Zhou Occidentali (1100-771 a. C.) Altezza: 200 mm, Diametro Superiore: 235 mm: Una bellissima "Coppa" di bronzo con agemina in oro Periodo degli Stati Combattenti (453-222 a.C.) Altezza: 80 mm, diametro superiore: 160 mm; a cui segue uno "Specchio" di bronzo, Dinastia Tang (618-907 d.C.) Lato: 195 mm, Spessore medio: 10 mm ed una stupenda "Figurina equestre" in terracotta dipinta Dinastia Yuan (1206-1368 d.C.) Altezza: 400 mm. Spessore: 180 rum. Altri preziosi reperti provengono da Venezia Museo Nazionale Archeologico, vedi: "Rilievo con scene di guerra 705-681 a.C 47 x 36 cm; "Rilievo con scene dì assedio" 668-631 a.C. 44 x 42 cm, e dal Museo Barracco di Roma: "Arcieri assiri che scoccano la freccia dal loro arco" cm 49 x 29; "Guerrieri elamiti che si apprestano alla battaglia", cm. 21 x 20 e "Arcieri elamiti in alta uniforme e copricapo piumato" cm 30,5 x 21, tre stupendi reperti datati 638-631 a.C. provenienti da Assurbanipai. L'interessante, unica mostra è accompagnata da un prezioso interessante, catalogo edito da Gangemi (28 euro in mostra). Ingresso libero con orario: 9.30-18.00. Informazioni 06.69202049. Sempre al Vittoriano, nella Sala Giubileo, ingresso Via San Pietro in Carcere, prosegue fino al 22 novembre la mostra "I Bronzi figure eteree e materie guerriere" di Paolo Mayol. Circa cinquanta opere tra Cariatidi, Centauri, Nuovi Ulisse, immagini mitologiche rivestite di nuova vitalità sono le significative sculture che l'artista napoletano propone al pubblico. .."L'artista ricorre al mito - scrive Valentina Grillo - per dar voce a un "racconto" che, nella sospensione di ogni continuità logico-causale, proietta nell'esteriorità del mondo la profondità dei pensieri dell'uomo, le sue passioni, fino a tessere la trama di un dialogo incessante e mai esaustivo con la vita"... Infatti, ..."le figure create da Mayol, enigmatiche rappresentazioni totemiche in bronzo che danno luogo a delle a sparizioni, misteriosi personaggi dalie sagome dialoganti nel mutevole gioco delle ombre e delle luci, - spiega Alice Trippi - sono appartenenti a un mondo immaginario in cui li realtà si colora di mito"... In occasione dei festeggiamenti per il centenario della nascita dell'architetto Mario Ridolfi (1904-1984), proseguono fito al 7 dicembre, presso gli spazi esposi ti vi del Palazzo Carpegna, dell'Accademia Nazionale di San Luca, piazza dell'Accademia di S. Luca, 77 Calcografia MbM Nazionale per la Grafica via della Stamperia 6, le due straordinarie mostre, curate da Enrico Valeriani con Alida Moltedo, organizzate con la collaborazione del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, e si articolano lungo un itinerario cronologico, che va dagli anni Venti al 1984, anno della morte di Ridolfi, all'interno del quale Vengono evidenziati alcuni dei nodi tematici più rilevanti dell'opera di Ridolfi e della sua maniera di intendere D "mestiere" dell'architetto. Il percorso della mostra si snoda attraverso una ricca scelta di disegni originali, alcuni inediti, con materiali provenienti in massima parte dal Fondo Ridolfi-Frankl-Malagricci dell'Accademia Nazionale di San Luca, la rassegna illustra il percorso intellettuale del Maestro: dagli inizi del razionalismo italiano, alla fine degli anni venti, ai concorsi di architettura (l'ufficio postale di piazza Bologna, 1932-34); dall'esperienza della cultura tecnica tedesca dovuta alla collaborazione con Wolfgang Frankl, alla riflessione sul tema delle abitazioni, in particolare durante la guerra, fino alla compilazione delle tavole tecniche di uso corrente nello studio professionale (che comprenderà, oltre a Ridolfi e Frankl anche Domenico Malagricci) al Manuale dell'architetto del 1946; dal progetto per la stazione Termini, della fine degli anni quaranta, al tema della ricostruzione; dai progetti residenziali per I'UNRRA Casas e per l'INA Casa negli anni Cinquanta a quelli per edifici pubblici come le carceri di Nuoro e l'Asilo Olivetti a Ivrea. A partire dagli ami cinquanta Ridolfi lavora sempre di più a Terni dove aveva già progettato il piano regolatore. Si dedica, in questo periodo alla realizzazione di numerose case di abitazione, fino al cosiddetto "ciclo delle Marmore", una serie di progetti sempre più intensi e attenti alle forme della tradizione e che possiamo esemplificare in Casa Lina, un progetto del 1964 e realizzato negli anni 1966-67. La mostra si conclude con gli ultimi progetti non realizzati, da quello per il Motel Agip di Settebagni del 1968-69, all'ampliamento dei Municipio di Terni, 1978- 1992. La mostra si avvale, oltre che dei disegni conservati nell'Archivio dell'Accademia Nazionale di Sari Luca, di modelli originali o ricostruiti a cura delle Facoltà di Architettura italiane, di rivisitazioni virtuali, di filmati e fotografie d'epoca, di fotografie "d'autore" eseguite nel tempo (da Paolo Portoghesi, da Maurizio Di Puolo e Mario Curri) o richieste per l'occasione a Mario Ciampi, Alberto Guerri, Andrea Jemolo, Franco Mapelli, Silvia Massetti. La mostra è accompagnata da un catalogo curato da Renato Nicolini, pubblicato da Electa Ingresso libero con orario, da Lunedì a Sabato: 10.00-19.00.
Italia Sera
20 Novembre 2005
La grande architettura del '900 all'Accademia di San Luca
MA
Mario Padovan
Italia Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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