CAGLIARI. Dopo il volo in elicottero di Renato Soru con imprenditori interessati a investire in Sardegna, la giunta regionale ha approvato il bando di gara internazionale per trasformare alcune aree ex minerarie in zone turistiche. Il provvedimento riguarda il Sulcis-Iglesiente, da Masua a Ingurtosu, mentre nel piano non à stata ricompresa, per ora, la parte del l'isola dell'Asinara esterna al parco nazionale, come era stato invece annunciato qualche settimana fa. Il bando di gara approvato ieri dalla giunta à stato denominato «Pietre della fantasia e del desiderio» ed è diviso in due lotti, tutti all'interno delle aree del Parco geominerario, di proprietà dell'Igea, società controllata al cento per cento dalla Regione. Il primo lotto comprende la zona di Masua (sino al mare) e di Monte Agruxiau, per una superfice di 318 ettari e con una volumetria massima di 160 mila metri cubi (120 mila a Masua,40 mila a Monte Agruxiau). Il secondo lotto comprende le zone (non a mare) di Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli, per una superfice di 329 ettari e una volumetria possibile di 100 mila metri cubi (30 mila a Ingurtosu, il resto nelle altre due realtà). In coerenza con i criteri di formazione del Piano paesistico regionale (che dovrebbe avere l'approvazione provvisoria della giunta a fine mese), nei due lotti verrebbero mantenute le cubature esistenti. Il bando invita gli imprenditori a manifestare interesse (entro trenta giorni) e poi a fare delle offerte e delle proposte. L'offerta dovrà essere duplice, una sul tipo di contratto (acquisto o in concessione pluriennale), l'altra sui soldi da versare alle casse pubbliche. Le proposte dovranno essere sul progetto urbanistico e turistico, sul programma di investimenti relativi anche all'occupazione e alla riqualificazione ambientale. A dare i voti - in base ai criteri che verranno fissati - sarà un organo di valutazione insindacabile formato dal direttore generale della presidenza della Regione,dal direttore generale della Pianicazione urbanistica territoriale, dal direttore del Centro di programmazione, dal direttore del Parco geominerario e da tre esperti nominati dalla giunta. Nella fase di preselezione, la Regione con «giudizio discrezionale insindacabile» procederà a ridurre i concorrenti a un numero massimo di sei. L'oggetto del bando prevede che nelle zone delimitate dai bandi «saranno possibili - si legge nel documento approvato dalla giunta - interventi di ristrutturazione alberghiera ricettiva con annessi centri benessere, strutture sportive e per il golf, interventi di miglioramento ambientale e di forestazione, strutture di supporto alla fruizione turistica dei siti di archeologia industriale». Il bando afferma anche che «i progetti dovranno tener conto principalmente dei contesti ambientali, paesaggistici, storici e culturali che hanno confermato gli insediamenti preesistenti e dovranno dar conto del massimo livello di integrazione con le esigenze di sostenibilità ambientali delle trasformazioni nonchè del carico insediativo previsto o potenziale». La filosofia del bando à quella di «coniugare la crescita e lo sviluppo locale con lo sviluppo sostenibile» attuando, recita la delibera della giunta, «uno dei fondamentali punti programmatici» della maggioranza. Il bando votato ieri dalla giunta rappresenta la prima esperienza di valorizzazione del patrimonio regionale con la priorità di restituire alle zone minerarie una nuova vita produttiva. Si punta a una ristrutturazione degli immobili esistenti (ristrutturazione significa anche demolizione e ricostruzione anche con progetti urbanistici e architettonici diversi) con una linea generale di condotta edilizia e l'uso dei materiali locali che traggono la loro origine proprio Sai contestistoricieindustriali interessati. «La sfida - ha detto l'assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna - è quella di valorizzare il territorio e il paesaggio, nonchè ad assegnare a essi una prospettiva economica, turistica e soprattutto una migliore qualità della vita». Sarà proprio Sanna - l'incarico gli è stato assegnato con l'approvazione della delibera - ad attivare le procedure di attuazione del piano. Per la presentazione delle manifestazione di interesse i concorrenti avranno 30 giorni di tempo dalla data di pubblicazione del bando, poi dopo che la Regione deciderà i soggetti ammessi decorreranno quattro mesi per la presentazione dei progetti e delle offerte, quindi l'aggiudicazione finale dovrà essere decisa dalla Regione entro tre mesi.