Sta emergendo piano piano la torre dell'Incoronata. E tutta la cittadella militare che le si sviluppò intorno. Continuano senza sosta gli scavi al Maschio Angioino. Una campagna di recupero che sta procedendo a ritmi serrati (sempre secondo tempi archeologici, però) e che sta portando alla luce nuovi elementi storici e architettonici. È l'esempio della rampa d'accesso alla sommità della torre, venuta fuori per un quarto delle due dimensioni, ovvero la scala circolare che portava da terra alla sommità della struttura seguendo il tracciato della torre. E giù, a livello di superficie, pavimenti (in pietra lavica del Vesuvio), perimetri di stanze, strade, insomma una vera e propria cittadella. Gli scavi del resto continuano quasi alla luce del sole, nel senso che, seppur attraverso le grate di protezione, è possibile seguire l'andamento dei lavori della Sovrintendenza archeologica che affianca i tecnici della Metropolitana di Napoli e dello stesso Palazzo San Giacomo. La torre dell'Incoronata fu scoperta nel marzo scorso. E sembra essere di epoca aragonese, come del resto dovrebbe essere la stessa cittadella militare. L'unico documento che riporta l'esistenza della torre, poi scomparsa con il tempo, è la Tavola Strozzi, risalente alla fine del 1400 (e raffigurante il rientro trionfale della flotta aragonese dopo la vittoria riportata contro il pretendente al trono Giovanni d'Angiò). Dopo se ne erano perse le tracce, forse, si pensava, era stata distrutta o inglobata in qualche costruzione successiva in quel puzzle di edifici rappresentato dal perimetro del Maschio Angioino. La torre, però ricomparve a inizio del secolo scorso negli scritti di Riccardo Filangieri di Venosa, che ristrutturò la piazza, o per meglio dire fece piazza pulita di decine di edifici. E che lasciò in piedi, di tutta la cittadella, solo la porta aragonese, davanti all'entrata del castello. C'è da aggiungere subito che torre e mura perimetrali non verranno inglobate nella stazione del metrò, che sarà invece più giù nella piazza. Però saranno strutture su cui punta il Comune dal punto di vista attrattivo ed esiste un progetto per farne una passeggiata pedonale tra le rovine recuperate. La torre dell'Incoronata è la terza riportatata alla luce dagli scavi del metrò. Già nei mesi scorsi ricomparvero la torre dell'Ascensione (in tufo e di età angioina, ancora coperta dai prefabbricati del cantiere, in mezzo alla piazza) più a nord, mentre a sud est c'è un'altra torre quadrangolare che dà sul mare. Torri, queste due, che faranno parte della nuova stazione del metrò secondo il progetto dell'architetto portoghese Alvaro Siza.
Piazza Municipio: riemerge la torre dell'Incoronata
La torre dell'Incoronata sta emergendo e la cittadella militare che le si sviluppa intorno. Gli scavi continuano senza sosta e stanno portando alla luce nuovi elementi storici e architettonici. La torre è stata scoperta nel marzo scorso e sembra essere di epoca aragonese. La Tavola Strozzi è l'unico documento che riporta l'esistenza della torre. La torre ricomparve negli scritti di Riccardo Filangieri di Venosa a inizio del secolo scorso. La torre e le mura perimetrali non saranno inglobate nella stazione del metrò, ma saranno strutture su cui punta il Comune per l'attrattivo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo