HO LETTO la crìtica garbata ma pungente dell'editoriale de Il Tempo di ieri in cui si lamentano i finanziamenti a pioggia erogati a istituti culturali e comitati nazionali celebrativi. Che fa dunque Buttiglione? Mentre denuncia (e riesce parzialmente a far regredire) i tagli insostenibili ai fondi del suo ministero, distribuisce senza criterio i soldi dei contribuenti ad associazioni culturali inutili o clientelari? In realtà l'articolo contenuto nelle pagine interne del giornale mi dà atto del fatto di avere applicato la legislazione vigente, la quale per la verità mi concede un margine di manovra assai limitato, anzi praticamente inesistente. Tuttavia non è questo il punto. Il punto è che la critica di Bechis coglie sostanzialmente nel segno. Ci sono troppi istituti finanziati dallo Stato e troppi comitati nazionali celebrativi. Alcuni di questi istituti svolgono effettivamente attività culturali di alto livello, delle quali andiamo tutti orgogliosi, e meriterebbero anzi di essere finanziati meno avaramente. Altri hanno una attività di dimensione e dì interesse solo regionale e sarebbe forse più opportuno che loro interlocutori fossero piuttosto le regioni. In altri casi ancora è difficile rilevare un'attività di interesse nazionale tale da legittimare un finanziamento. È insomma necessario mettere ordine nel settore. Nella giornata di giovedì 17, e dunque prima di leggere l'editoriale, ho incontrato i rappresentanti degli istituti culturali e ho detto loro con chiarezza che è necessaria una riforma radicale del settore. È necessario rivedere i criteri di selezione degli istituti ammessi a godere del finanziamento pubblico; è necessario istituire dei criteri e dei meccanismi di valutazione in modo da poter depennare dalla lista gli istituti che non svolgono in effetti una apprezzabile attività; è necessario definire criteri rigorosi per restringere l'accesso al finanziamento pubblico da parte delle tante associazioni che già si sono messe in fila in vista del prossimo piano triennale di finanziamento. Sempre nell'incontro avuto giovedì, ho annunciato che nei prossimi giorni nominerò una commissione di alto profilo con lo scopo di valutare la situazione esistente e proporre una nuova normativa più seria, più rigorosa e più severa. IL MINISTRO dei Beni Culturali risponde a II Tempo che ieri ha denunciato, con un fondo di Franco Bechis e un articolo di Paolo Zappitelli, una grave discrasia fra i tagli previsti dalla Finanziaria alle spese degli Enti Locali (che inequivocabilmente peseranno sulla qualità della vita e sui servizi garantiti ai cittadini) e i privilegi conservati da associazioni e gruppi cosiddetti culturali per i quali i rubinetti continuano a erogare senza limitazioni rispetto all'anno scorso. SI TRATTA dei fondi destinati ai 45 Comitati nazionali e alle Edizioni Nazionali regolati da una legge del '99 che stabilisce uno stanziamento annuale di quasi 7 milioni di euro. Dal 2000 i soldi sono rimasti sempre gli stessi. Ai vertici degli organismi beneficiati ci sono soprattutto politici. PER IL COMITATO nazionale celebrazioni «La scienza del Mezzogiorno dall'Unità d'Italia a oggi» garantiscono Antonio Maccanico e Gerardo Bianco, il ministro Mario Baccini è presidente del comitato per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giacinto Gigante. Lo stesso Buttiglione è a capo del comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Luchino Visconti e figura anche come presidente del comitato per l'anniversario della nascita di Marco Polo. CARLO GIOVANARDI garantisce per il comitato nazionale dell'Abbazia di Nonantola, mentre l'ex ministro Valerio Zanone è il presidente del comitato nazionale «1945-46». Il Cavaliere del Lavoro Bruno Ermolli, uomo di Berlusconi, è a capo del comitato per le celebrazioni pucciniane. Un po' di gloria anche per Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario ai Beni Culturali, al quale è stata affidata la presidenza del comitato delle celebrazioni per il V centenario della morte di Andrea Mantegna, Guglielmo Epifani è stato messo a capo del Comitato per le celebrazioni per il centenario della Cgil beneficiato con un assegno di 250 mila euro. PER TUTTI i comitati, la certezza dei finanziamenti arriva da una dicitura insindacabile e sempre uguale: «Prestigio dei componenti, alto interesse culturale, qualità e pluralità delle manifestazioni, presenza dei massimi studiosi della materia e delle istituzioni competenti».
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Il ministro dei Beni Culturali, Carlo Boccia, risponde a una critica di Franco Bechis, che ha denunciato i finanziamenti a pioggia ai comitati nazionali e alle associazioni culturali. Boccia afferma che la critica coglie sostanzialmente nel segno e che è necessario mettere ordine nel settore. Ha annunciato di nominare una commissione di alto profilo per valutare la situazione e proporre una nuova normativa più seria. Boccia sostiene che molti istituti culturali e comitati nazionali non svolgono attività culturali di alto livello e che è necessario definire criteri rigorosi per restringere l'accesso al finanziamento pubblico.
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