ROCCO Buttiglione, che come me i lettori de Il Tempo conoscono e apprezzano per i suoi scritti, è un politico intelligente e perbene. Siamo certi della sua buona fede nel braccio di ferro con il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, sui tagli al ministero dei Beni culturali. E la tesi di fondo sul dovere dello Stato di valorizzare e difendere il suo principale patrimonio è senza dubbio corretta. Il ministro però è forse troppo fresco di incarico per avere dato un'occhiata seria a tutti i rivoli di spesa che partono dai beni culturali. Basta spulciare la tabella degli aiutini alle varie associazioni, fondazioni ed enti che ogni tre anni ricevono dalla manina pubblica vita e sostanza. O, come in questo caso, scorgere una ad una le richieste arrivate e parzialmente accolte per finanziare edizioni e comitati nazionali. In ogni angolo di Italia troverete un comitatino disposto a celebrare il centenario, il bicentenario, o il semplice anniversario della nascita di questo o quel personaggio ritenuto fondamentale per la storia della nostra cultura. Per averne diritto basta organizzare una bella tavola rotonda e magari pubblicarne gli atti. In questo caso stiamo parlando di pochi spiccioli, in tutto circa 7 milioni di euro. Ma se si mettono insieme ai contributi triennali ad associazioni e fondazioni e ai mille rivoli in cui viene disperso il Fondo unico dello spettacolo spesso dando una mano finanziaria a qualche ghiribizzo dell'intellettuale gradito al politico di turno, lo spreco di risorse comuni è anche rilevante. Non è un caso se per oliare anche l'idea più bislacca si è disposti ad offrire la presidenza di un comitato al politico più autorevole del collegio: una mano tira l'altra e qualche migliaio di euro non si nega per rispetto bipartisan. Fossimo in periodo di vacche grasse, pronti a chiudere un occhio. Ma non essendo questa la condizione dei più, vorremmo chiedere al ministro Buttiglione se è preferibile (ed usiamo una sua bandiera personale) accantonare qualche spicciolo in più per la famiglia o celebrare l'ennesimo anniversario della consegna del premio Nobel a Giosuè Carducci. Qualche scelta bisognerà pur farla, e davanti a certi elenchi non sarebbe male riflettere su quei tagli di Tremonti. Anche per dare un segnale a chi vive solo di contributi pubblici (e poco importa se a quelli centrali se ne affianchino altri di enti pubblici locali). Forse, caro ministro, è sacrosanto tenere aperti i musei, ma si possono tagliare altri cordoni ombelicali per segnare la fine di un'era che non ha mai fine...
IL COMMENTO : Finanziamenti a manifestazioni ed associazioni
Il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, è stato criticato per le spese eccessive del ministero. Il testo sostiene che il ministro è troppo fresco di incarico e non ha dato un'occhiata seria alle spese. Le spese includono finanziamenti ad associazioni, fondazioni e enti che organizzano eventi culturali e celebrazioni. Il testo chiede al ministro di riflettere su quei tagli di spesa che potrebbero essere necessari per risparmiare risorse. Inoltre, il testo sostiene che il ministro dovrebbe considerare di accantonare alcuni fondi per la famiglia o per celebrare l'ennesimo anniversario della consegna del premio Nobel a Giosuè Carducci.
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