A un anno dal furto il catalogo dei pezzi non è ancora iniziato Un comitato scientifico per il museo archeologico provinciale? «Non sapevo nemmeno che esistesse», risponde con candore il presidente della Provincia dl Bari, Vincenzo Divellà, agli esperti che gli ricordano di non essere mai stati convocati, mentre si progettava il museo. E ieri, nella Biblioteca provinciale De Gemmis, lo studio di fattibilità, ribattezzato con un po' d'enfasi «progetto preliminare», è stato presentato (con gli assessori alia Cultura di Comune e Provincià, Nicola Laforgia e Cesareo Putignano), ad una platea di archeologi, storici dell'arte, studiosi. Gil stessi che un anno fa, dopo il noto furto a S. Scolastica, avevano sollecitato la Provincia a fare qualcosa di serio per tutelare un patrimonio così a rischio. Lo studio era stato affidato dalla Provincia alla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Bari e Foggia. L'ha realizzato lo stesso soprintendente, l'architeíto Marcello Benedettelli, con la consulenza dell'arch. Giovanni Vincenti e dell'ing. Antonello Vernole. «Il convento S. Scolastica tutto poteva essere fuorché sede del museo archeologico», ha esordito Benedettelli il quale però invece di rifiutare l'incarico e consigliare l'amministrazione provinciale a scegliere diversamente, magari costruendo un museo dal nuovo, ha accettato di progettare la costruzione di una nuova ala sull'area dove sorgeva l'ospedale San Pietro, oggi area di scavo (la Provincia ha finanziato una nuova campagna), e anche di metter mano al convento di S. Scolastica, in cui sarebbero da demolire i «segni» del restauro degli anni Settanta ritenuto «troppo invasivo» (un pregevole restauro - avanzatissimo per l'epoca - condotto dagli architetti Angelo Ambrosi e Giuseppe Radicchio, che nessuno ha voluto nominare, ieri). A S. Scolastica vengono collocati l'ingresso, il book-shop, la caffetteria, la mediateca ed un paio di sale espositive. Maggiori spazi per le mostre e i depositi si ipotizzano nel nuovo edificio da costruirsi sugli scavi di San Pietro. Poco più di 3.300 metri quadri col minor impegno possibile del suolo, anche perché il progetto dovrà essere modíficato, man mano che si scaverà, a seconda delle sorprese archeologiche. Abbiamo chiesto a Divella se il progetto vero, quello definitivo, sarà affidato agi stessi autori dello studio di fattihilità, e se ritiene opportuno che - nel caso - sia affidato allo stesso soprintendente che per ufficio deve vigilare sui progetti di restauro: «Non abbiamo ancora deciso - ha detto il presidente -, ho una mia idea personale, ma ne discuteremo prestissimo in Giunta». Intanto, tutto è sospeso fino al 15 gennaio prossimo: entro quella data Divella e i progettisti si aspettano consigli, indicazíoni e forse anche critiche da parte di quegli esperti che ieri erano visibilmente irritati per il mondo in cui sono stati ignorati finora: l'archeologa Raffaella Cassano, ha ricordato ironica come la Facoltà di Lettere, che rappresenta, sarebbe felicissima di offrire le sue diverse competenze. L'ex vicepresidente della Província Ennio Triggiani è stato il primo a lamentare che il comitato (di cui fa parte, per l'Università) non sia mai stato convocato. Emanuela Angiuli, direttrice della Biblioteca ha tentato di dire che il comitato era previsto solo per la futura gestione. Ma è stata smentita dagli stessi componenti del comitato, compreso il soprintendente all'Archeologia per la Puglia, Giuseppe Andreassi, che ha «apprezzato l'asperto democratico dello studio di fattibilità, ma si sente la mancanza dell'archeologo nel gruppo di progettazione». Ha rincarato la dose la studiosa Clelia Iacobone: come si può progettare un museo senza interpellare chi dovrà farlo funzionare? Senza conoscere le esigenze reali della gestione di un patrimonio di 32mila pezzi. Più o meno. Anzi meno, perché è passato un anno, ma ancora non si sa né quanti né quali reperti archeologici furono rubati a S. Scolastica, fra quelli che Emanuela Angiuli aveva selezionato per una mostra sulla bellezza. Ma Divella - su suggerimento della Angiuli - annuncia che il Consorzio Idria sta catalogando tutti i reperti. Quanto tempo ci vorrà? «Veramente non abbiamo nemmeno iniziato - rivela Francesco Carofiglio (Idria). «E perché?» chiede esterrefatto Divella. «Perché abbiamo vinto la gara ma non ci avete ancora affldato l'incarico». E il presidente allargò le braccia.
Il nuovo museo già sotto accusa
Il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divellà, ha annunciato che il progetto di museo archeologico per il convento di S. Scolastica è stato presentato nella Biblioteca provinciale De Gemmis. Il progetto è stato realizzato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Bari e Foggia e ha come consulenti l'architetto Marcello Benedettelli e gli architetti Giovanni Vincenti e Antonello Vernole. Il progetto prevede la costruzione di una nuova ala sull'area dove sorgeva l'ospedale San Pietro e la demolizione dei segni del restauro degli anni Settanta nel convento di S. Scolastica.
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