La Iervolino chiede l'inserimento del Parco d'Oltremare nell'elenco dei monumenti protetti NEL dicembre di dieci anni fa il centro storico di Napoli entrava nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità. Nella domanda presentata all'Unesco, un anno prima, nel 1994, si sottolineava l'evoluzione urbana, architettonica e culturale della città, dalla fondazione greca alla prima decade del Novecento. Il documento raccontava venticinque secoli di storia, di cambiamenti, di stili e di epoche. Ma dimenticava un tassello importante della vicenda architettonica della città: il decennio 1930-1940, quello dell'edilizia di regime che modificò non poco la fisionomia urbana, dal centro alla periferia occidentale. In quegli anni non solo veniva ripensato il quartiere rione Carità con edificazioni monumentali come il palazzo delle Poste e quello della Provincia, ma si compiva l'espansione della città verso occidente con il risanamento del borgo di Fuorigrotta, l'insediamento industriale di Bagnoli e la realizzazione dell'imponente Parco della Mostra d'Oltremare. Il tutto ad opera di un gruppo di giovani architetti della corrente razionalista che, nella progettazione e realizzazione, seppe piegare le esigenze della monumentalità alla funzionalità. Di questo capitolo della storia architettonica della città non si fa cenno nel documento stilato nel 1994 e presentato alla commissione dell'Unesco. «Ne chiediamo oggi pubblicamente ammenda dichiara Francesco Lucarelli, tra i tre proponenti e firmatari di quel documento insieme a Ugo Carughi e De Cunzo , e lo facciamo presentando all'Unesco la domanda di inserimento del parco della Mostra d'Oltremare nella lista del patrimonio mondiale, considerata la sua unicità e il suo valore storico e architettonico di primo parco attrezzato urbano e multifunzionale di Italia». La richiesta viene presentata ufficialmente questa mattina dal sindaco Rosa Iervolino Russo nell'ambito del convegno internazionale "L'architettura moderna e il patrimonio mondiale. Il ruolo dell'Unesco e la Modern Heritage List" che si svolge al teatro Mediterraneo oggi e domani. «La Mostra d'Oltremare aggiunge Lucarelli è l'unico esempio di gestione e valorizzazione che funziona e che ci consente oggi di presentare all'Unesco una carta valida per la città in un contesto dove ci sono più ombre che luci come l'Albergo dei Poveri che in dieci anni non ha visto neanche la messa in sicurezza». Al centro della due giorni il complesso dunque della Mostra d'Oltremare come sito architettonico di rilievo del XX secolo da tutelare e come modello di gestione. «Dal 1999 abbiamo intrapreso un percorso di valorizzazione del complesso a torto considerato meramente come un quartiere fieristico e non un esempio di architettura», spiega Raffaele Cercola, presidente dell'Ente Mostra. Negli ultimi sette anni la Mostra vive un processo quotidiano di riqualificazione fatta di piccoli e grandi restauri che procedono senza interrompere le attività fieristiche, principale motore economico dell'ente. Solo nell'ultimo anno sono state restituiti alla città la piscina coperta e l'ingresso principale all'arena dove è stato ricostruito il vecchio impianto nel suo disegno originario con anche il rimpianto dell'agrumeto. Da un anno è in restauro la monumentale fontana dell'Esedra dismessa dalla metà degli anni Settanta: il progetto di recupero costato 6 milioni di euro sarà ultimato in primavera e vedrà il ripristino della fontana con gli spettacolari giochi d'acqua, suoni e colori. Di prossima apertura invece saranno gli interventi di restauro del palazzo Marina Mercantile, il ristorante della piscina come da originario progetto di Carlo Cocchia, il palazzo degli Uffici Canino che secondo il piano urbanistico del Comune sarà destinato a struttura ricettiva turistica e congressuale. In partenariato con Regione, Provincia, Comune e Camera di commercio verrà inoltre restaurato il padiglione Libia per ospitare il "Borgo dell'artigianato".
Patrimonio dell'Unesco nella lista c' è la Mostra
Il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, ha presentato una domanda all'Unesco per l'inserimento del Parco d'Oltremare nella lista dei monumenti protetti. Il parco, progettato negli anni '30 e '40, è stato costruito per l'Esposizione Universale di Napoli e rappresenta un esempio di architettura moderna e di gestione del patrimonio urbano. Il parco è stato oggetto di una valorizzazione negli ultimi sette anni, con restauri e interventi di riqualificazione che hanno mantenuto le attività fieristiche e hanno restituito alla città alcuni dei suoi monumenti, come la piscina coperta e l'ingresso principale all'arena.
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