Parla il soprintendente Nicola Spinosa I «LO Stato tira la cinghia, la presenza dei privati diventa una necessità. Capodimonte è un museo che meriterebbe di più, in termini di sponsorizzazioni e anche di attenzione da parte della città». Nel discorso di presentazione degli "Amici di Capodimonte", parole amare dal soprintendente Nicola Spinosa. «Pochi investono in sostegno ai beni culturali, questo è l'annozero. Ma anche la città non cura un museo che è il vanto di Napoli. Scarsi sono i collegamenti con il centro econ il museo Archeologico. Il metrò passa qui sotto, ma nessuno ha pensato di aprire una stazione vicino a Porta Grande. Ma non importa. Quello che ci interessa è che i visitatori si sentano a casa propria qui, ed anche cittadini del mondo». Un "mondo" d'arte, dove non si parla solo la lingua della Scuola di pittura napoletana. «È una fortuna aver ricevuto i quadri di Bellotto e Guardi, che si aggiungono aquelli di Marieschi e Ricci delle nostre collezioni. Nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia sarebbero diventati invisibili, come la Tempesta di Giorgione, per non parlare di Brera, dove sembra che le nebbie siano nelle sale più che fuori...». Obiettivo dell'associazione: contare mille soci in tre anni; è partita bene: appena nata ne ha già 125. MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI